Passa ai contenuti principali

Orche e Delfini



Ogni anno nei parchi marini orche e delfini saltano nell'aria per un pugno di pesce, vengono cavalcati da noi umani per soddisfare i nostri capricci. Si insinua che gli animali non attuerebbero in questo modo se non fossero contenti. Ma dietro a tutto ciò c'e' solamente tanta sofferenza.
Questi cetacei vengono catturati e messi in cattività privandoli della loro vita e della loro famiglia.
I delfini nuotano con la loro famiglia composta in genere da una decina di elementi.
Quindi una volta catturati il trauma più grande è rappresentato dalla separazione della propria famiglia per poi essere rinchiusi in un parco marino.
Catturare una sola orca o delfino significa danneggiare un intero gruppo.

Per poterli catturare si spingono questi gruppi fino a portarli in acque poco profonde per essere poi circondati dalle reti e sollevati fin sopra alla barca. Gli esemplari non desiderati vengono ributtati in acqua provocandogli traumi fisici e psichici irreversibili che possono portare alla morte o, nel caso di esemplari che aspettano cuccioli, ad abortare.
Le orche, inoltre, una volta che un membro della famiglia viene catturato, possono inseguire la barca per molti chilometri cercando di salvarlo.


In un solo giorno questi esseri in mare aperto possono percorrere molte miglia, una volta catturati sono messi in vasche che risultano essere prigioni. In mare possono stare sott'acqua all'incirca mezzora e passano solo il 10 o 20% sulla superfice. Le vasche dei parchi marini invece sono poco profonde e passano la metà del tempo in superficie.
I delfini nuotano usando un sistema localizzatore che attua come un sonar. Fanno rimbalzare le onde verso altri oggetti per determinare la densità, la dimensione e la localizzazione. Nelle vasche dei parchi marini non possono scappare dai rumori dei tanti visitanti i quali con le loro vibrazioni possono attraversare il cemento per arrivare fino all'acqua facendo disperare questi esseri a volte portandoli fino alla pazzia.
In queste vasche devono respirare e bere l'acqua della propria urina e escremento insieme a quello di altri animali. Le vasche sono pulite con cloro e altre sostanze chimiche le quali irritano gli occhi causando con il tempo diversi problemi agli occhi e alla pelle.




Il sistema di insegnamento a volte può risultare duro: i delfini e le orche vengono isolati per lunghi periodi senza mangiare quando si negano ad attuare contro la loro volontà, torturandoli psicologicamente.

La vita di un delfino libero varia dai 25 ai 50 anni. In un parco marino più della metà dei delfini muoiono prima dei due anni di vita. Il promedio dei sopravviventi è di 10 anni di vita.
Il promedio di vita dell'orca in libertà varia dai 50 ai 60 anni mentre le femmine possono vivere fino ai 90 anni pero in cattività possono vivere anch'esse al massimo una decina di anni. Con l'indice di mortalità molto alto e con il poco successo di accoppiamento in cattività i parchi marini continuano a catturare mammiferi marini costantemente per sopperire gli animali morti.


I delfinari non mostrano il comportamento naturale di questi esseri, privandoli della loro libertà, della loro famiglia, di saltare tra le onde del mare e stabilire il loro territorio naturale.


Fortunatamente sempre più gente si è data conto che le orche, i delfini e altri cetacei non devono rimanere in cattività proprio per queste ragioni.
Canada, non autorizza la cattura e l'esportazione. In Brasile è propibito usare mammiferi per intrattenere le persone. Israele ha proibito importare i delfini da usare nei parchi mentre in alcuni stati americani come quelli della Carolina del Sud ha chiuso delfinari e non permette l'apertura di questi luoghi.

Commenti

  1. hai perfettamente ragine, è una crudeltà rubare questi animali alla natura, purtroppo l'uomo è avido, non pensa a loro ma solo a se stesso, se potessi persone del genere le farei sparire dalla faccia della terra...vorrei anch'io cambiare le cose ma non si può fare politicamente parlando...o si fa illegalmente o si sta a guardare...io non ho mai avuto modo di vedere un'orca da vicino, anzi al dire il vero non l'ho mai vista, ma mi affascina tantissimo, e pensare alle cose che hai detto mi piange il cuore...

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

I problemi più duri del nostro Pianeta

Tre sarebbero le cause che maggiormente mettono in pericolo la vita sul nostro pianeta: il riscaldamento climatico, il progressivo aumento delle specie in via d’estinzione e la rapida crescita della popolazione. Ad affermarlo è l'ultimo allarmante studio presentato lo scorso 25 di Ottobre dalle United Nations Environment Programme (Unep), l'organismo delle Nazione Unite che ha sede a Nairobi e che si occupa della tutela ambientale.


Le attività umane ormai condizionano fortemente il clima della Terra e gli ecosistemi. Consumiamo più di quello che produciamo. La situazione si aggraverebbe ancora di più se la popolazione umana raggiungerà gli 8 miliardi di abitanti nel 2050. Negli ultimi venti anni, la popolazione mondiale infatti è aumentata di 1,7 miliardi di persone, passando da 5 a 6,7 miliardi di abitanti. La popolazione umana adesso è così numerosa che l'ammontare delle risorse di cui ha bisogna per sopravvivere è superiore a quelle che la Terra riesce a produrre. Consum…

La Catrina

Di tutti i personaggi che la cultura messicana contempla tra i più rappresentativi, se ne distingue uno molto caratteristico in questo mese che accompagnano i festeggiamenti di questa nazione in onore ai morti.

Il suo nome è Catrina, vestita con abiti eleganti e sgargianti cappelli. Le piace giocare con la vita e in un certo modo è sempre presente nelle feste dove i morti ritornano alla vita.

Questa elegante signora in ossa è la rappresentazione di una classe privilegiata che dominò in Messico tra la fine del XIXº e il principio del XXº secolo, durante la dittatura di Porfirio Díaz.


Il nome Catrina proviene dalla parola "Catrin", sinonimo di elegante, distinto, ben vestito, fino, sfisticato e altri aggettivi con i quali il popolo denominava la classe privilegiata di questa epoca.

Nel pomeriggio, infatti, le signore di alta società passeggiavano nel Paseo de Alameda di Citta del Messico, sempre molto eleganti, con cappello ed un ombrello.
La catrina è la compagna del Catrin e …

Adobe: il materiale di costruzione del passato e del futuro

Adobe è un impasto di argilla e sabbia essiccata al sole usato nella costruzione.

Dà circa 9000 anni si usa questa tecnica in diverse parti del mondo. Nel Turkistan si incontrano casa di adobe datate 8000-6000 anni a.c.
Parte del tempio di Ramses II in Egitto fù costruito con mattoni di adobe 3200 anni fà. La piramide del sole di Teotihuacan ha un nucleo di 2 milioni di tonnellate di adobe. La città di Shibam nello Yemen, sfida qualsiasi pregiudizio che esiste contro la costruzione in adobe, con le sue case che possono arrivare fino agli 8 piani con una altezza di quasi 30 metri.Attualmente un terzo della popolazione vive in casa di adobe per mancanza di risorse per poter costruire con altri materiali.

Dall'altra parte, nei paesi industrializzati, si è incominciato a considerare questa tecnica per poter costruire strutture naturali ed ecologiche. Sempre più persone accettano l'idea di costruire la propria casa in adobe e con materiali naturali per i molteplici benefici che offre: …