venerdì 19 ottobre 2007

Travel Writer

Mi piace molto William Least Heat Moon. Nei suoi libri ha descritto in maniera esaudiente i paesaggi visti da prospettive diverse. Molto descrittivo anche nel raccontare personaggi e le loro storie che ha avuto modo di incontrare durante il suo cammino.

Di seguito trascrivo la testimonianza di Kendrick Fritz indiano Hopi che William incontrò sul suo cammino. Il testo è tratto da Strade Blu.


"Le sue linee rappresentano la strada della vita, percorsa da un'individuo attraverso la nascita, la morte e la rinascita. Essenzialmente l'esistenza umana è una serie di viaggi e il simbolo della manifestazione è una specie di mappa, ossia una immagine di quel processo; ma come quasi tutti i simboli Hopi e i suoi riti, riproduce anche gli stadi cosmici attraversati da tutti gli esseri umani. Gli Hopi credono che il genere umano si sia evoluto attraverso 4 mondi....

....Per ogni essere umano, l'obbiettivo più importante è quello di non tagliare i ponti con le cose che gli stanno intorno. Un Hopi sá di appartenere a 2 famiglie: quella da cui nasce e quella di tutte le cose e man mano che invecchia deve avvicinarsi alla famiglia più numerosa.
Nella tradizione Hopi, ognuno cerca di trovare il proprio posto all'interno del tutto. Il cacciatore Hopi quando uccide un animale gli chiede di perdonarlo: solo la vita può nutrire la vita. L'animale lo sà.
La nostra cultura continua a ricordarsi che non siamo solo volontà e pensiero ma anche sabbia e vento e tuono, pioggia e anche le stagioni: tutto. Impari a rispettare tutto perchè sei tutto. Se rispetti te stesso rispetti ogni cosa....

.... La mia eredità è la tradizione Hopi che è una via dello spirito e lo spirito può andare ovunque. Anzi, per cambiare e manifestarsi, lo spirito deve appunto viaggiare, come succede nelle migrazioni: questo, in fondo, è il succo di tutta la storia."


.... e di viaggiare William ne sá qualcosa visto che nei suoi libri il Viaggio è il soggetto principale. Quel viaggio che lo accompagna nelle strade polverose secondarie americane, nei fiumi e nelle praterie dove all'apparenza tutto è statico e tranquillo.
È il movimento e il correlazionarsi con ciò che lo circonda che lo arricchisce spiritualmente.



Per gli amanti del movimento aggiungo anche di leggere Bruce Chatwin: il suo nomadismo è presente in ogni suo racconto.

1 commento:

  1. Io ho conosciuto diversi Piedi neri e ho partecipato a due cerimonie per la madre terra. La cosa che più mi affascina dei nativi americani, è il contatto filiare che hanno con la natura in generale e il rispetto che gli portano. Abbiamo molto da imparere noi "civili"!

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