giovedì 1 novembre 2007

Dìa de Muertos


 

Una delle tradizioni più importanti qui in Messico è la commemorazione dei morti. Ogni anno questa tradizione si rinnova per ricordare i propri defunti e valorizzare la propria esistenza. Una Fiesta che lega ai propri ancestri.

La morte è un processo naturale della nostra esistenza e fà paura un pò a tutti sopratutto quando ci tocca da vicino. Nella nostra cultura la morte è una parola quasi impronunciabile: simbolo di disgrazia, paura e dolore.

La celebrazione del Dia de Muertos in Messico ha il proposito di accettare la morte come parte inevitabile della nostra esistenza oltre che tramandare una tradizione millenaria che guarda, più che il morire, quello che ne segue. Ed è proprio su quest'altro mondo che si basano le varie rappresentazioni, usi e tradizioni che si convertono in una cultura simbolica perchè solo cosi è possibile immaginarla.



Anticamente, in Messico, il culto della morte era vincolato con il calendario agricolo preispanico perchè era relazionato con l'inizio della raccolta e cioè i primi giorni del mese di Agosto. Dopo tanti mesi di stenti e sacrifici si poteva finalmente mangiare compartendo con i morti questo nuovo periodo. Le celebrazioni duravano tutto il mese ed era presidiata dalla Dea della morte Mictecacíhuatl. Le celebrazioni erano dedicate ai bambini e alla vita delle persone morte.
Nella cultura Nahuatl si considerava che il destino dell’uomo era morire. Questa condizione era dovuta al fatto che gli Atzechi si consideravano come guerrieri del sole. I riti erano dedicati in gran parte al Sole/Tonatiuh e il suo combattere contro le divinità del male.
Gli Atzechi offrivano sacrifici agli Dei benevoli per le loro retribuzioni tra le quali luce e pioggia per fare crescere la vita.
Il culto della morte era uno degli elementi basici in questa cultura: non era la fine dell’esistenza ma una transizione verso qualcosa di migliore.
Il sacrificio di morte non era considerato una cosa personale ma un bene per la comunità, la continuità della creazione del mondo intero scartando così il concetto di salvazione individuale. I morti scomparivano per ritornare al mondo delle ombre per fondersi con l’aria, il fuoco, l’acqua e la terra; ritornavano all’essenza che alimenta l’universo. Il sacrificio umano era considerato come un tributo che si pagava agli Dei per tutti i benefici che quest'ultimi offrivano. Quando una persona moriva si organizzavano feste in modo da poter aiutare il suo cammino verso l'altro mondo. I morti venivano quindi sepolti con una serie di oggetti che potevano essere utili in questo viaggio. Avvolti in foglie di palme, gli si metteva anche del mangiare e dell’acqua in modo da potersi cibare durante il cammino.



La celebrazione attuale del Dia de Muertos in Messico ha avuto molte influenze da quelle preispaniche ma anche da quelle Spagnole. Quando i Conquistadores arrivarono in America spostarono la data della celebrazione a principio di Novembre per farla coincidere con le festività cattoliche del giorno dei morti creando cosi l'attuale Dia de Muertos.



Facendo un confronto tra il culto preispánico e la religione cattolica si sostiene che la morte non è la fine naturale della vita ma una fase del ciclo infinito. Vita e morte e resurrezione sono processi che insegna la religione cristiana. Nel concetto preispanico la morte e il suo sacrifico, l’atto di morire, significa accedere al processo che dà la vita. Le due credenze si uniscono in quanto la vita si giustifica e trascende solamente quando si realizza la morte.



Attualmente il disprezzo, la paura e il dolore che si prova verso la morte si unisce alla fede, è come dire che la morte può essere considerata una vendetta alla vita perchè libera da tutte quelle vanità e dal materialismo con le quali si vive per essere ridotti in un mucchio di ossa. Una sorta di stato liberatorio ed è per questo che la morte assume un volto giocoso ed ironico. La morte viene chiamata e rappresentata in diversi modi tra i quali la Calaca, la Huesuda, la Dentona, la Flaca, la Parca.


Catrinas


Nelle rappresentazioni odierne sono presenti teschi su carta colorata da appendere oppure di zucchero o cioccolato, scheletri colorati, pignate o statuine di "Catrina" ovvero figure dove la morte è raffigurata in personaggi della vita reale. Modi scherzosi per intendere la morte come qualcosa che ci accomuna tutti e di cui ne facciamo parte lasciando alle spalle il significato serio e doloroso cui siamo abituati a darle.


Nel mese di novembre partendo dal primo giorno si usa fare altari coloratissimi dove si fà la propria Ofrenda (offerta) ai morti. Su questi altari quindi si possono trovare acqua, cibo, fiori colorati, pan de muerto (dolce messicano tipico di questo periodo), candele, incenso, sale, frutta, pane e altri oggetti che servono a fare stare bene i propri cari o i morti in generale. 


Ofrenda Casa Maria Dolores Olmedo, Mexico City



Il Messico, nel mese di novembre, diventa un luogo di celebrazione. Famose sono le cerimonie che si tengono sul lago di Patzcuaro in particolare quella sull'isola di Janitzio nello stato di Michoacan dalla comunità nativa dei Purepechas ma anche nella vicina Città del Messico in Tláhuac, Xochimilco e Mixquic. Famose sono anche le celebrazioni dei paesi di Istmo de Tehuantepec, Oaxaca e Cuetzalán, Puebla.























6 commenti:

  1. Molto interessante questo articolo!

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  2. davvero carino...io ho una parente italiana che da molti anni abita in Messico nella capitale ed è archeologa :)

    Tu ti sei spostato là per lavoro?!

    Lucia

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  3. Mi sono trasferito per due Amori: l'amore per mia Moglie e quello per il Messico :)

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  4. grazie Andrea, è una delle dichiarazioni più belle che abbia mai sentito! complimenti davvero :) tua moglie è una donna fortunata davvero...il mondo ha bisogno più di sempre di persone come te!! felice per voi di cuore :)

    Lucia G.

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  5. Grazie a te Lucia per le belle parole.

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  6. Ottima scelta compadre!
    Ti capisco benissimo, avendo fatto (quasi) uguale.

    E almeno l'ultimo "dia de muertos" me lo sono goduto anche io quest'anno nella madre tierra.

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