martedì 23 gennaio 2007

Correre


Correre, un gesto antico per l'uomo, primordiale ed essenziale per la sua sopravvivenza. Una teoria avanzata anche da due scienziati, Daniel Lieberman, professore di antropologia all' Università di Harvard, e Dennis Bramble, biologo alla Utah University. Alcune caratteristiche strutturali del nosro corpo come la forma dei muscoli, dei tendini, delle ossa e di alcuni organi sembravano tratti casuali e invece sono stati indispensabili per la nostra evoluzione. Il nostro corpo parla chiaro: siamo nati per correre. Non siamo dei velocisti come i felini il nostro modo di correre ha caratteristiche diverse. Una corsa continua inesorabile, su lunghe distanze, a una velocità ridotta ma costante. Era questo il punto forte degli uomini primitivi: inseguire la preda fino a sfiancarla, facendo affidamento su una straordinaria resistenza fisica, muscoli elastici, tendini reattivi, gambe lunghe dall' ampia falcata, sull' indipendenza di testa e spalle che facilita l' equilibrio. Finora nessuno aveva preso in considerazione queste capacità, eppure sembra proprio che il genere umano debba a esse la propria sopravvivenza.
Quindi un gesto naturale e istintivo.

Personalmente la corsa nella mia vita ha avuto un ruolo abbastanza importante. Il movimento ha sempre caratterizzato anche il mio concetto di vita come penso quello di tutti. È anche con la corsa che riesco a stabilire quel contatto istintivo che mette in comunicazione il mio spirito e il mio corpo con la terra. Le sensazioni durante le corsa si amplificano in tutte le direzioni entrando come in una sorta di viaggio ancestrale dove il battito del cuore e la cadenza dei passi, segnano un tempo che sembra senza fine.

"Trarre correndo.
Trarre dal proprio respiro lo spirito dell'anima
correndo riuscire a sentire il proprio corpo pulsare
ad ogni passo un battito del cuore che si plasma
in questa terra sacra pulsante
di vita e di morte, di morte e di vita.
Scambio incessante.
Prenderne parte fin dalla sua superficie e riconoscerne la sua importanza.
La mente si apre sul millenario orizzonte portatore di verità assoluta.
Riuscire ad identificarsi nello spirito sacro naturale nella sua caotica normalità.
Correndo ogni passo risulta essere un ringraziamento, un atto di devozione
perchè lo spirito di chi corre si libera in questo spazio armonioso,
senza confini."

lunedì 22 gennaio 2007

Kyrill



I forti venti e la pioggia torrenziale portati in Germania, Francia, Gran Bretagna, Olanda, Belgio dal ciclone Kyrill hanno messo sotto scacco vaste aree del nord Europa. Un cosa del genere da quel che me ne ricordo non si era mai visto.
Certo che anche le temperature alte hanno indotto alla formazione di questo fenomeno naturale che si forma tra l'incontro di correnti calde e fredde nei mari e nell'aria.
Colpa forse dei cambi climatici per il cosidetto effetto serra?
I danni sono stati tanti a parte quelli materiali: 47 i morti e un numero non ben definito di feriti.


Anche un mercantile inglese, il "Msc Napoli" è stato danneggiato.
Arenandosi, ha fatto cadere in mare alcuni containers (alcuni contenenti sostanze tossiche) e contaminato il mare con la fuoriuscita di petrolio provocando un ulteriore danno ambientale.

mercoledì 17 gennaio 2007

Fonti Rinnovabili

La produzione di energia elettrica dal vento e dal sole ha
un potenziale ben maggiore di quanto comunemente si
creda.
Greenpeace e l'ISES hanno pubblicato un documento composto da due relazione distinte dove dati alla mano hanno fatto un resoconto sulla situazione attuale dello sviluppo di queste fonti di energia. Il documento si può scaricare qui: File Pdf

venerdì 12 gennaio 2007

L'ipotesi Gaia


L'ipotesi Gaia è una teoria formulata per la prima volta dallo scienziato inglese James Lovelock nel 1979 in "Gaia. A New Look at Life on earth."

L'ipotesi Gaia, che altro non è che il nome del pianeta vivente, si basa sul fatto che che i mari, l'atmosfera, la crosta terrestre e tutte le altre componenti geofisiche del nostro pianeta si mantengano in condizioni idonee alla presenza della vita proprio grazie al comportamento degli organismi viventi che lo compongono.

L’attuale visione delle società moderne è legata ad un'interpretazione meccanica della natura e dell'evoluzione: la natura è feroce e spietata e la selezione naturale è basata sulla competizione. Il mondo (l'universo), è una macchina che l'umanità, massima espressione dell'evoluzione, ha il compito di utilizzare come meglio crede agendo sugli ingranaggi.

La Teoria di Gaia, mostra invece che la competizione non è l'aspetto principale della natura e sviluppa una concezione del mondo collettivista.
Non descrive più il mondo come una "macchina", ma come "sistema complesso" in cui le relazioni fra le varie parti sono inestricabili.
Nei sistemi complessi, le caratteristiche osservabili emergono inaspettatamente e non sono prevedibili studiandone separatemente le singole parti (riduzionismo meccanicista).
La biologia moderna, non parla più di evoluzione di una specie, ma di "coevoluzione" degli ecosistemi. Ecco quindi che la competizione perde di importanza a favore di una rete di relazioni che è più appropriato definire "collaborative".

In questo secolo il mondo ci è crollato addosso: l'uomo non è il figlio di un dio, non è il fine ultimo dell'evoluzione e non è il padrone né il "timoniere" del mondo. L'uomo è solo una delle moltissime specie che popolano il pianeta.
Non è la più importante, non sarà l'ultima. L'umanità non è "circondata" dalla natura, ma è parte integrante di essa. Adesso il nostro riferimento deve essere l'intero sistema.
Non possiamo più chiederci cos'è utile per gli uomini, la domanda deve essere: cosa è utile per il sistema? Se il sistema funziona, i vantaggi saranno anche nostri.

Solo rinunciando al ruolo attuale delle società moderne possiamo comprendere meglio la realtà. Lo sviluppo di una cultura sistemica è infatti la condizione per modificare il nostro stile di vita (con conseguente diminuzione dei consumi inutili), per la diffusione di una mentalità di pace e per il rispetto delle altre forme di vita, che attualmente consideriamo solamente risorse di esclusivo valore economico.

Stone Balancing



Lo stone balancing è un esercizio, un passatempo, che serve a far trovare e riscoprire equilibri anche nelle forme più impensabili quali le pietre nelle loro più svariate forme e dimensioni senza nessun alcun tipo di sopporto se non quello della forza di gravità.

Una disciplina mentale che aumenta la sensibilità e la percezione dello scambio di energia tra il soggetto e la pietra da porre in equilibrio.

Non c’è un ordine ne un numero preciso di pietre per l’equilibrio nè un tempo determinato ma solo tanta pazienza, concentrazione e un estetismo soggettivo.

La foto postata è una composizione che feci l'autunno scorso in Italia.

sabato 6 gennaio 2007

venerdì 5 gennaio 2007

Costruire con la Terra


Il fabbisogno dell'uomo in costante crescita, ha portato allo sfruttamento urbanistico sconvolgendo gran parte del patrimonio naturale che aveva a disposizione, disboscando e impoverendo il suolo.
Costruire e mantenere in qualche modo inalterato l'habitat dovrebbe essere una prerogativa essenziale del nostro progetto espansivo. Si dovrebbe anche pensare a una forma meno aggressiva e più conforme all'ambiente nella architettura urbanistica pensando anche a uno sviluppo che utilizzi forme di energia alternative per un maggiore risparmio e quindi meno inquinanti. Il problema fondamentale è che lo sviluppo urbanistico è legato alle necessità dell'uomo dove a volte è altamente concentrato in determinate aree come quelle metropolitane. La necessità ha portato a vivere in comunità vastissime in aree spesso ridotte. Da qui nasce il bisogno di svilupparsi sia nella stessa area sia in quelle circostanti commettendo l'errore di non tenere conto del danno ambientale che si crea. Ora si stanno riconsiderando tecniche di costruzione dove vengono utilizzati materiali strettamenti legati alla terra e al luogo dello sviluppo. Un pò come gli antichi borghi italiani dove lo stile architettonico combina perfettamente con il medio ambiente.
Nelle zone morfologicamente adatte si possono costruire murature portanti con balle di paglia o con tecniche cob (il cob deriva da una parola inglese che significa blocco, ammasso, grumo ed è una tecnica del costruire con la terra che consiste nel realizzare l'abitazione mediante l'utilizzo di una mistura fatta di terra e paglia). Si utilizzano pertanto materiali che non danneggiano l'ambiente, riciclabili, con un ottimo coefficente termoisolante, traspirante, di basso costo e tecnicamente affidabili.
Tecniche molto antiche ma usate ancora oggi in diverse parti del mondo.
Buone idee per i nostri futuri sviluppi.

Per saperne di più:

Case di Terra

Terra Cruda

Cob Cottage

Earth Architecture

I Love Cob