giovedì 14 giugno 2007

Intrecci: Sguardi sul mondo

Urihi significa Terra nella lingua degli Yanomami, una delle ultime etnie indigene dell'Ammazzonia brasiliana.

L'associazione U.R.I.H.I. (Ufficio Ricerca Indigeni Habitat e Interdipendenza) nasce come progetto di scambio reciproco di informazione e comunicazione tra il sud e il nord del Mondo, sviluppando temi quali il sottosviluppo, le nuove povertà, le condizione dei nativi, delle donne, dei bambini, degli immigrati.




Cliccando qui
, grazie ad Arcoiris.tv, si può prendere visione dei video messi a disposizione da questa associazione girati in questi anni.

martedì 12 giugno 2007

México


Oggi ho deciso di parlare un pò di me e della esperienza Messicana iniziata circa 6 anni fà.
Il Messico è un paese che mi ha sempre affascinato sia morfologicamente sia per la sua cultura che dedica al tempo un ritmo differente lasciandolo scandire per quello che è: in tutta la sua tranquillità e irrequietezza. Ritmi pacati cosa che nella mia cultura si stà perdendo per lo stile di vita.

Negli anni 90 lessi molti libri sul Messico: romanzi, gialli, libri di viaggio e anche libri storici. Sempre avevo nella mente e nei miei sogni questo paese e il suo stile di vita del "lasciar scorrere".

Viaggiare in ogni caso è sempre stata la mia passione. Vedere nuovi posti, nuove culture mi ha sempre incuriosito. Questa mia irrequietezza mi ha portato a intraprendere questo viaggio oltreoceano a finale del 2001. Insieme alla mia dolce metà, Perla, abbiamo passato viaggiando per la repubblica i nostri primi 3 mesi qui in messico conoscendo posti, gente e compagni di viaggio davvero unici. Dall' Estado del Mexico passando al D.F., da Morelos a Oaxaca, Quintana Roo, Yucatan, Guerrero. Un insieme di colori, odori, volti e paesaggi che ancora ritrovo nei miei ricordi e nei mie viaggi che ogni tanto facciamo. Dall'atlantico al pacifico. Dalla metropoli alle spiagge incontaminate. Dai vulcani ai resti archeologici precolombiani. Dalle strutture coloniali ai grattacieli di Santa Fè, DF. Dal deserto alle spiagge caraibiche, da 0 a 2000 e passa metri di altezza.
Tante realtà in un solo paese, più di 20 clima differenti.

Decisi di rimanere in questo posto cosi affascinante e dopo 6 anni posso dire di essermi complementato in maniera positiva in un paese pieno di difficoltà (ma chi non ne ha?). È difficile non farmi coinvolgere dagli eventi completamente ma essendo ospite in un paese che non è il mio ho accettato le sue regole, le sue culture e il suo modo di essere dal momento che sono arrivato. Il giorno in cui non mi sentirò più a mio agio me ne andrò con lo stesso rispetto con il quale sono arrivato.

Per come la vedo io la vita fine se stessa è un viaggio fatto di esperienze che servono a farci crescere come individui che si relazionano oltre che con il prossimo anche con il tutto che ci circonda. Il movimento è sempre stato un elemento che ha caratterizzato la nostra essenza come genere umano che si sviluppa in molteplici modi.
Immigrare, viaggiare, muoversi per me fanno parte di un istinto primordiale a volte soffocato da degli schemi che la cultura sedentaria ha imposto.
In ogni caso non dimentico mai le mie radici. Sono un patrimonio unico che completano il mio modo di essere... sempre in crescita.

domenica 3 giugno 2007

La verità dai mille volti

La Verità dai mille volti - (Aghni)

C'era una volta un viandante che costretto ad attardarsi per via si ritrovò in piena notte in prossimità di un crocicchio.

Giunto vi intravide qualcosa proprio al centro; osservò incuriosito quella strana cosa, ma in men che non si dica fuggì via convinto di essere davanti ad un serpente.

Poco dopo passò un povero mendicante e vista la stessa cosa, affatto intimorito, si avvicinò e passò oltre.

Passarono alcune ore quando un carro di fieno trainato da due robusti buoi transitò in quei paraggi.

D'improvviso le corde che trattenevano il fieno si ruppero e op! il carico cadde rapidamente a terra. Il contadino intravista la strana cosa in mezzo al crocicchio vi si avvicinò con contentezza. Aveva intravisto là uno spezzone di tubo gommato.

Lo raccolse, lo annodò alle sue lise corde e, dopo aver ricaricato il fieno fissò alla meglio il tutto sì da riuscire a portare il carico a casa.

Quel tubo non aveva mai cessato di essere "tubo".

Ma a seconda dell'interpretazione e della necessità ognuno si comportò in diverso modo rispetto agli altri.

Così è della "Verità" delle cose.

Ognuno vede, ignora o coglie quello che più è affine al suo grado di ricettività o bisogno: il "tubo" resta egualmente se stesso al di là che lo si veda o no, che lo si utilizzi o no.

E più in generale, possiamo dire che il Mondo ha la propria Verità, ma ognuno ne comprenderà il senso nella misura in cui lo vivrà dentro di sé e lo farà proprio.

Finché questo non è fatto, si daranno pareri e giudizi diversi, ma il saggio che veramente sa, alla domanda: "Che cosa è il mondo? tranquillamente, così, risponderà: "Te Stesso".