domenica 29 luglio 2007

Hayao Miyazaki


I suoi cartoni animati trasmessi negli anni 70-80 in televisione fanno parte della fanciullezza di molti trentenni come me. Come scordare i vari Lupin III, Heidi, Remì e tante altre anime giapponesi.

Ero completamente ignaro delle sue opere uscite negli anni successivi fino a qualche giorno fà quando grazie ai consigli di TokalaCikala ho incominciato a scoprire anche i films di questo regista. Lo stile dei suoi personaggi è sempre inconfondibile e le tematiche trattate nelle sue varie opere sono rivolte a sensibilizzare l'individuo parlando del suo rapporto con la natura, con la tecnologia, l'inquinamento, le cause di conflitto, le guerre, le diversità, l'altruismo, il coraggio, il poter credere e lottare per un ideale. Nelle sue opere Miyazaki ci fà vedere un mondo, attraverso i suoi diversi personaggi onirici, al di fuori del dualismo che caratterizza la maggior parte delle nostre culture in un contesto universale caratterizzato dalle varie diversità alla fine sempre correlazionate.

Approfondimenti: 1, 2 e 3

mercoledì 25 luglio 2007

Visite Speciali



Qui in Messico si ha l'abitudine di mettere fuori dalla propria abitazione dei abbeveratoi con dentro del nettare per i colibrì.
Nella vecchia casa ne avevamo uno attaccato ad un ramo di pesco.
Ogni giorno un gran numero di colibrì venivano a farci visita per gustare il dolce cocktail.
Era curioso vedere come inserivano il loro lungo ma delicato becco nella fessura dell'abbeveratoio per potersi dissetare, il tutto, mantenendo la posizione in volo.
Ricordo ancora la velocità incredibile con cui sbattevano le loro ali.
Alcuni colibrì, piu intrepidi, entravano perfino dentro casa portando, con le loro piccole dimensioni, curiosità e allegria.

martedì 24 luglio 2007

Tsaatan



Tsaatan, in lingua mongola Il Popolo delle Renne (la loro esistenza dipende totalmente da questi animali), sono nomadi di antiche origini che vivono tra il nord della Mongolia e il sud della Siberia in un territorio difficile per le sue temperature estreme (d'inverno le temperature possono scendere fino a -50ºC).


Le loro tende sono costruite a forma di cono e assomigliano ai Tepee di alcune culture indigene del Nord America. Facili da smontare e trasportare durante le migrazioni: in meno di due ore una famiglia è pronta a intraprendere un viaggio trasportando le proprie cose sopra le renne. In un anno gli Tsaatan si spostano in media 8 volte all'anno in cerca di prati per il proprio bestiame. D'inverno si accampano vicino alle pendici delle montagne nelle zone boscose mentre in primavera discendono verso le praterie e all'inizio dell'estate ritornano nella zona boscosa fuggendo dalle mosche e zanzare che invadono le pianure in questa stagione.


Fin da piccoli, gli Tsaatan, imparano a cavalcare le renne (ogni famiglia ha un numero di renne che varia da 40 a 50 capi). Con il latte di renna ricavano burro, crema e un formaggio chiamato Aarul dal sapore molto forte.


La vita quotidiana dei Tsaatan, è molto dura. Durante la stagione estiva approvvigionano legna e carne per poter vivere nei difficili mesi invernali. Durante il periodo delle nevi vivono assolutamente isolati.


Hanno origine siberiana spiegando il motivo della loro pelle chiara e gli occhi meno schiacciati rispetto ai vicini mongoli.
Lo Sciamanesimo è parte della loro cultura legata completamente ai ritmi della natura.



Furono sottomessi durante l'epoca rivoluzionaria sovietica e nel 1930 furono obbligati a consegnare le proprie renne. Molti di essi preferirono ucciderle piuttosto che darle al regime. All'incirca 7 milioni di renne furono sacrificate.
Incominciarono perfino a ricevere un salario mensuale che li obbligava a raggiungere luoghi lontani per conseguire mangiare.
Tutto faceva supporre alla fine della loro etnia e della loro cultura legata al nomadismo ma con la caduta dell'URSS fù ridata la loro libertà.


Purtroppo attualmente sono sempre meno gli Tsaatan. Insieme ad altri gruppi etnici di queste zone, quali gli Nenet e gli Urda, hanno incominciato a soffrire la conseguenza di essere in pochi. Si contano poche centinaia di individui. La consanguineità ha sviluppato problemi genetici tra i quali malformazioni. Prima della rivoluzione i giovani si univano con membri di altri clan però adesso è molto difficile trovare coppia al di fuori del proprio gruppo.


Il governo della Mongolia ha costruito alcune piccole case di legno in Tsagaa Nuur,
cercando di fare diventare sedentarie le varie etnie di queste zone ma fino adesso solamente 300 individui le hanno abitate.
La gente che vive ancora nelle zone attigue alle montagne non vuole abbandonare la propria forma di vita tradizionale. La Taiga continua ad essere abitata dai nomadi di sempre.

sabato 21 luglio 2007

Kleiwerks



Kleiwerks è una associazione no-profit nata nel 1998 che ha lo scopo di promuovere trasformazioni sociali ed ecologiche in tutto il mondo, appoggiando ed aiutando lo sviluppo delle bio-costruzioni.


Per maggiori informazioni clicca qui (in inglese).


martedì 17 luglio 2007

La Peña de Bernal


La prima volta che andai alla Peña de Bernal in Messico avevo tanta curiosità e voglia di conoscere. Avevo ascoltato storie su questo luogo pieno di misteri, simboli e leggende.

Si dice che i suoi abitanti siano famosi per essere longevoli grazie alle caratteristiche magiche della sua montagna: un monolito gigantesco (il 3º più grande al mondo) risalente al periodo giurassico.

Il paesaggio della strada per arrivare alla peña è affascinante: i cactus, le agavi, le rocce e il terreno semidesertico mi fanno venire in mente scenari magici raccontati e letti in qualche racconto.
La Peña è visibile già da alcuni chilometri di distanza proveniendo dalla città di Queretaro.

All'arrivo colpisce immediatamente l'aspetto del paese avvolto in una sorta di atmosfera fatta di magia e mistero con l'imponente monolito che fà sentire la sua presenza in qualsiasi angolo ci si trovi.

Senza entrare in spiegazioni più approfondite si avverte un' energia molto forte a Bernal.

L'importanza di questo luogo a livello culturale è sostenuto dalle culture indigene Otomi-Chichimeca che con il passare dei secoli hanno integrato nelle loro tradizioni precolombiane anche quelle spagnole come quella del cattolicesimo fondendosi in una singolare identità.

lunedì 16 luglio 2007

I Popoli delle Steppe


I popoli delle steppe della mongolia, sono legati al nomadismo e a tutta la natura che li circonda considerata sacra. Una tradizione millenaria. Come quella dello sciamanesimo. Non esiste proprietà privata. La caccia e la pastorizia fanno parte del loro modo di vivere. Il cavallo è in genere parte attiva della loro vita cosi come la tradizione dell'arco e quella del canto tra cui il famoso Höömij.
Un canto diplofonico chiamato anche canto degli armonici (i cantori sono in grado di emettere due, o occasionalmente tre suoni contemporaneamente, combinando una nota grave tenuta, di bordone, con i suoni armonici destinati a fornire la melodia superiore), un canto di imitazione che riproduce le voci degli animali, quella dei fiumi, l’eco delle montagne e il suono del vento.
L'Höömij insomma è anch'esso legato alla propria terra e alla sua natura.

In tutti questi anni i popoli delle steppe hanno resistito a diversi tipi di contaminazioni tra cui quella della occupazione sovietica che per oltre 40 anni ha vietato alcune tradizioni.

Oggi, nel territorio della mongolia, vivono venti gruppi etnici, con caratteristiche e tradizioni peculiari ma con grandi problemi tra cui la minaccia dalla cosidetta globalizzazione.

sabato 14 luglio 2007

Waniyetu Wowapi


Gironzolando per il sito Smithsonian (National Museum of Natural History, Washington) sono venuto a conoscenza del Winter Counts usato anticamente dalle culture Lakota delle grande pianure negli attuali Stati Uniti d'America.
I Winter Counts originariamente chiamati in lingua Lakota, Waniyetu Wowapi (Waniyetu è una parola usata per descrivere le primi nevi dell'anno mentre Wowapi, viene usata per conteggiare qualcosa con incisioni o disegni).

I Winter Counts insomma sono delle testimonianze scritte su pellame o tessuto che, usate insieme alle tradizioni orali, aiutavano ad avere una cronologia temporale più dettagliata. Una sorta di calendario dove tramite i segni venivano segnalati i vari eventi che contraddistinguevano il tempo.

Sinceramente per me è stata una novità nel senso che non ero al corrente di questo metodo, diciamo di immagazzinamento di notizie, da quanto ne sapevo come cultura si è sempre basata sulla tradizione orale.

Per avere più dettagli e per prendere visione di alcuni Winter Counts, partendo dall'anno 1701 fino al 1903, clicca qui. (In lingua inglese)

venerdì 13 luglio 2007

Native Networks - Redes Indígenas


Native Networks - Redes Indígenas è un sito che propone informazioni riguardanti materiali cinematografici, video e radio prodotti dai popoli indigeni americani. All'interno si possono trovare numerose informazioni,titoli di diverse opere prodotte dai popoli indigeni, news riguardanti eventi e varie manifestazioni.

Il sito è visualizzabile in lingua inglese e spagnola.

Per maggiori informazioni clicca qui.

giovedì 12 luglio 2007

Un cibo millenario


Il Chile (derivazione della lingua Nahuatl Chili), il cosidetto Peperoncino piccante, era conosciuto in Messico già 10.000 anni fà e si presume che la sua coltivazione risale a circa 5000 anni fà.

Uno studio recente pubblicato dalla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences rivela che gli abitanti delle caverne di Guilá Naquitz e Silvia nello stato messicano di Oaxaca, coltivavano almeno sette tipi differenti di peperoncino.

Lo studio si è basato sopra delle analisi fatte su alcuni resti di questa pianta datati tra i 500 e 1500 anni trovati all'interno delel caverne.

Questa scoperta rivela la grande antichità della cucina messicana che con il passare degli anni è rimasta quasi come la si conosce oggi.

Si è potuto determinare che si usavano peperoncini freschi per una preparazione immediata in salse e anche peperoncini disidratati che venivano macinati per ottenere polveri che servivano per preparare salse particolari come l'attuale Mole.

In queste zone, 1500 anni fà, vivevano gli Zapotechi, un popolo dedicato alla agricoltura.

Il peperoncino era anche conosciuto ed usato anticamente in Messico come medicinale per curare ferite, prevenire malattie broncopolmonari, infezioni e per conservare gli alimenti.

martedì 10 luglio 2007

Dossier: Le costruzioni in terra cruda


Un dossier dedicato completamente alla Bio Architettura è stato pubblicato in questi giorni dal corriere.it.

È diviso in 7 sezioni:

Le costruzioni in terra cruda

Le caratteristiche delle strutture in terra


Le costruzioni in pisé


La tecnica dell'adobe


I massoni


I mattoni trafilati


La terra paglia, la terra legno, il torchis


Per maggiori informazioni clicca qui.

domenica 8 luglio 2007

Il nostro prossimo viaggio...




Non potendo venire quest'anno in Italia (salvo imprevisti...), Perla ed io stiamo organizzando il nostro prossimo viaggio che abbiamo intenzione di fare ad ottobre, quando passeranno il caldo torrido e le piogge torrenziali, nello stato di Chihuahua al nord del Messico.


Lo stato di Chihuahua presenta un territorio ricco di storia e cultura e a livello paesaggistico è uno degli stati più interessanti della repubblica.


Di questi territori fanno parte le culture dei Raramuri, conosciuti come Tarahumara.
Una cultura nativa nota per la loro abilità nel correre lunghe distanze.
La parola stessa significa in lingua nativa Piedi Leggeri in quanto veloci e sempre in movimento.
Con insediamenti sparsi su un vasto ed inospitale territorio come quello della Sierra Madre occidentale, il popolo dei Raramuri ha sviluppato la corsa di lunga distanza come mezzo di comunicazione e di trasporto. La corsa come tradizione ha anche aspetti competitivi e legati a cerimonie come quella chiamata Rarajipari la quale può coinvolgere diverse comunità anche molto distanti fra loro.


Il territorio come ho scritto prima propone bellissimi paesaggi. Incominciando dalla Barranca del Cobre un insieme di Canyon spettacolari che insieme alla zona di Urique e Tararecua offrono luoghi incantevoli dove si possono incontrare caverne, boschi di conifere, cascate, fiumi, laghi e tanta biodiversità.


Poi ancora la Valle Arareko una bellissima valle caratterizzata da formazioni rocciose plasmate dal vento e dall'acqua e che con il passare del tempo hanno assunto forme svariate.


Le rovine di Paquimé, uno tra i più grandi tesori archeologici di questo posto situato a nord est dello stato nella Valle de Casas Grandes. Un insediamento di forma labirintica fatta di argilla risalente ad una cultura che resideva tra il 700 e il 1200 d.c.. Le sue mura fatte di Adobe fanno parte del patrimonio architettonico sviluppatosi in queste zona chiamatasi Gran Chichimeca. Area compartita da diverse culture antiche che si trovavano a cavallo tra il Messico e gli Stati Uniti (Mogollon, Oatam, Seri e Anasazi). Lo spirito millenario di questi posti porta con sè anche un artigianato particolare, le ceramiche policromatiche di Paquimé sono uniche al mondo per qualità e disegno.


Le Dune di Samalayuca è un altro interessante luogo caratterizzato da dune sabbiose lungo i confini con gli Stati Uniti d'America. La sua pecularità è quella di cambiare forma costantemente per volere del vento facendole sembrare un mare pietrificato sempre in movimento molto simile alle dune del Sahara.


La capitale dello stato, Chihuahua, è anch'essa molto carina. Una cittadina tranquilla dove poter visitare monumenti coloniali e musei.


Insomma come viaggio si prospetta veramente ricco di emozioni fatte di scenari naturali, culture e storia.

sabato 7 luglio 2007

7.7.07


«Live Earth» è in corso oggi in diverse città del mondo.
Una serie di manifestazioni promosse da Al Gore per sensibilizzare governi e opinione pubblica sui rischi dei cambiamenti climatici.
All'appuntamento, che si prevede verrà seguito da due miliardi di persone via radio, tv e Internet, partecipano 129 Paesi con settemila eventi (teatrali, musicali e di altro genere).

Gore, di recente vincitore dell'Oscar per il suo documentario 'An Inconvenient Truth - Una Scomoda Verità' , ha definito «Live Earth» come «un Sos, un modo per dire al mondo intero di svegliarsi» e per lanciare una campagna globale triennale attraverso l'Alliance for Climate protection, l'associazione ambientalista guidata dall'ex vice di Bill Clinton. A tutti gli spettatori sarà proposto di assumersi un'agenda di impegni in sette punti che mira a modificare le loro abitudini per contrastare l'effetto serra.


Per maggiori informazioni clicca qui.



venerdì 6 luglio 2007

Paesi


Nei miei viaggi mi è sempre piaciuto visitare quei posti dove l'uomo ha saputo adattarsi completamente al medio ambiente senza deturparlo drasticamente. Purtroppo, l'Italia dopo il dopoguerra ha in un certo modo rovinato urbanisticamente il proprio territorio con una costruzione selvaggia senza rispettare ciò che realmente dovrebbe valorizzare: il suo intorno.
Esistono tuttavia ancora paesi dove si può ancora ritrovare questa sorta di armonia. Dovrebbero farci ricordare di ciò che siamo stati capaci di fare in passato e di correggere i nostri recenti errori dando più importanza alla natura intera. In mezzo alla natura non siamo mai soli. La nostra coscienza ci dovrebbe fare riflettere e non alterare in maniera drastica i nostri ecosistemi. Tutta questione di cultura.

giovedì 5 luglio 2007

Survival


Survival International è un'organizzazione mondiale di sostegno ai popoli tribali. Difende il loro diritto a decidere del proprio futuro e li aiuta a proteggere le loro vite, le loro terre e i loro diritti umani. Non riceve fondi governativi e dipende dalle donazioni del pubblico. Per ulteriori informazioni o aiuti: http://www.survival.it/ oppure info@survival.it

Iniziative:
La ILO 169 è una convenzione dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), un'agenzia delle Nazioni Unite, e costituisce la più importante legge internazionale sui popoli tribali. I governi che la ratificano si assumono formalmente l'obbligo di rispettarla.


La Convenzione riconosce i diritti di proprietà della terra dei popoli tribali e stabilisce che essi debbano essere consultati ogniqualvolta vengono varati leggi o progetti di sviluppo che possono avere un impatto sulle loro vite. La 169 riconosce, inoltre, le pratiche culturali e sociali dei popoli tribali, garantisce il rispetto delle loro tradizioni e chiede che le loro risorse naturali vengano protette. Pertanto, costituisce uno strumento di vitale importanza per la difesa dei popoli indigeni.

Contrariamente a quanto affermano alcuni governi europei per giustificare la mancata ratifica, la Convenzione non si applica solo ai paesi in cui vivono i popoli tribali! Infatti, è già stata adottata dall'Olanda e, pochi mesi fa, anche dalla Spagna.

In quanto paese membro dell'UE, l'Italia finanzia numerosi progetti di sviluppo che interferiscono nelle vite di migliaia di indigeni. Al momento, l'UE giustifica gli interventi che calpestano i diritti dei popoli tribali affermando che si tratta di iniziative conformi alle leggi nazionali locali, che sono, però, spesso deboli o inefficaci. Ratificando la Convenzione 169, il governo italiano si assumerebbe perlomeno l'obbligo di rispettare gli standard minimi di consultazione. La 169 costituirebbe, inoltre, un forte strumento di pressione per costringere le numerose società italiane operanti nelle terre dei popoli indigeni ad attenersi ai suoi princìpi.