martedì 30 ottobre 2007

Moleskine

Copertina nera, angoli arrotondati, taschina interna a soffietto e fettuccia elastica di chiusura: il moleskine è IL Taccuino per eccellenza e come tale mi accompagna sempre nei miei viaggi.

Ho scritto e descritto in esso particolari dei viaggi che ho fatto in questi ultimi 8 anni. Le sue pagine sono piene, oltre che di appunti, anche di bozze, schizzi, annotazioni, petali di fiori e foglie di piante e altre cose che ho inserito tra le sue pagine. Originariamente era prodotto in Francia nel secolo scorso ed è diventato famoso per essere usato anche da diverse persone tra cui Bruce Chatwin, Ernest Hemingway, Vincent Van Gogh e Pablo Picasso.

Attualmente viene prodotto dalla Modo&Modo anche in altri formati oltre che quello classico.

Per rendere omaggio a questo oggetto lo scorso anno si svolse la mostra Detour, dove artisti, tra cui molti Italiani, hanno esposto il proprio moleskine.


In ogni moleskine si possono nascondere molteplici emozioni fatte di parole e disegni.

Approfondimenti: 1, 2 e 3

lunedì 29 ottobre 2007

400 anni


L'essere più vecchio del mondo? Una vongola. Sono gli scienziati dell'Istituto di scienze dell'Oceano della Bangor University, nel Galles a dircelo. Si stima che questa conchiglia abbia tra i 405 e 410 anni di vita contando gli anelli delle valve che nè indicano l'età. Il ritrovamento è stato fatto nelle fredde acque artiche dell'Islanda. Non è la prima volta che si scoprono in questi mari vongole così longevoli; le ultime trovate avevano 220 e 347 anni d'età. È per questo motivo che adesso si stanno facendo degli studi approfonditi per capire come possono vivere questi esseri così a lungo in una ambiente freddo come il mare artico. Si suppone abbiano sviluppato delle difese particolarmenti efficaci che ritardano i processi di invecchiamento.

Riferimento: 1


venerdì 26 ottobre 2007

R/Evolution: comunicabilità digitale...

Come è cambiato il mondo in questi ultimi 15 anni a livello comunicativo e quindi di informazione dopo l'avvento di Internet?


Digital Ethnography è un progetto composto da un gruppo di persone della Kansas State University che si dedicano ad esplorare ed estendere il fenomeno etnografico digitale proponendo discussioni e filmati su come stia cambiando il nostro modo di comunicare.

Di seguito due dei tanti filmati da loro prodotti reperibili oltre che sul loro sito anche su YouTube:


mercoledì 24 ottobre 2007

Piante Terapeutiche

Catalogare le differenti specie di piante sul nostro pianeta è una cosa molto difficile: con un calcolo basico si otterranno un minimo di 250.000 specie di piante di possibile utilizzazione terapeutica. In ogni caso ci sono due testi che ritengo molto completi per quanto riguarda le piante medicinali. Sono in lingua spagnola e sono ritenuti dei testi molto validi e completi, anche se, come ho accennato, è una cosa difficile poter catalogare tutte le specie.

Il primo libro è di Pío Font Quer dal titolo Plantas Medicinales - El Dioscórides renovado. Un testo datato ma pur sempre valido.


Il Testo:
Con oltre 1000 pagine dedicate a piante, funghi, licheni, contiene informazioni sopra 678 specie, 752 figure e 58 mappe di distribuzione geografica delle varie piante.

Ogni pianta descritta dispone di diverse sezioni: nome scientifico, nome popolare, descrizione botanica, composizione dei principi attivi, coltivazione, virtù medicinali, usi e storia.

Il libro è famoso oltre che per la sua esuberante qualità anche per contenere numerose piante con qualità psicoattive come la Cannabis sativa, Papaver somniferum, Amanita muscaria, kat ibérico, belladona, tabaco, beleño, efedra e altre ancora.


Piccola parentesi sull'autore:

Pío Font Quer (Lleida, 1888 - Barcelona, 1964)
Farmacologo, chimico, umanista.
Membro della Real Academia de Ciencias di Barcellona. Presidente dell' Istituto di studi Catalani in materia di scienze. Fondatore e direttore della rivista Cavanillesia (Barcelona, 1923-39), è stato membro della Società botanica di Ginevra e della Real Academia de ciencias de Madrid (1933-39) presidente dell'istituto catalano di storia naturale (1931-32 e 1933-34), fondatore e direttore dell'Istituto Botanico di Barcelona (1916-1939) e vicepresidente del Congresso Internazionale di Botanica di Parigi (1954) e di Edimburgo. Dottorato in Honoris causa alla Università di Montpellier (1959).

Il secondo libro invece è di Berdonces I Serra dal titolo Gran enciclopedia de las plantas medicinales.



Il Testo:
Con 1096 pagine questa enciclopedia raccoglie 612 specie di erbe utili per la salute. Oltre alla denominazione autoctona delle singole piante vengono specificati anche i nomi in latino, scientifico, spagnolo, italiano, tedesco, inglese e francese.
Il testo è ricco di immagini a colori delle specie relazionate. Per ogni pianta si spiega la sua storia, la provenienza, le caratteristiche, i principali componenti e le proprie virtù medicinali e il modo d'uso nei diversi modi di preparazione.


Sull'autore:
Il Dottore Berdonces I Serra è un'autorità in piante medicinali e sulla salute.
Lureato in medicina all'Università Autonoma di Barcellona nel 1979 e Dottorato Cum Laude per la Complutense de Madrid nel 1992, è anche laureato in fitoterapia e piante medicinali nella Università Francese di Montpeller. Inoltre ha seguito corsi di specializazzioni sulla idroterapia e sulla medicina antroposofica.

Prolifico scrittore di articoli sopra la salute e piante medicinali in riviste specializzate.

Attualmente, dopo 17 anni di esperienza come medico primario, dirige il Master di Medicina Naturale nella Università di Barcellona ed è direttore Medico del Curthotel Hipócrates di Sant Feliu de Guíxols, Girona, Spagna.


Per acquistare i testi on line: 1 e 2

sabato 20 ottobre 2007

Dreamkeeper


Un Film del 2003 di 3 ore, originariamente diviso in due puntate, prodotto dal Hallmark Entertainment che ho avuto il piacere di vedere lo scorso anno qui in Messico.

Diretto da Steve Barron, la sceneggiatura è di John Fusco (quest’ultimo adottato da padre nativi ed ha scritto anche le sceneggiature di Young Guns e Spirit) mentre la produzione è di Robert Halmi.

Il film è stato diretto in modo davvero impeccabile dal mio punto di vista. Le immagini hanno ben simulato il mondo spirituale dei nativi.
Gli effetti speciali, la luce, la camera, il movimento e le inquadrature sono straordinariamente curate dando un tocco visionario davvero unico al film.

La storia narra di un giovane Lakota che vive nel Pine Ridge Indian reservation nel South Dakota. Ribelle e moderno con una visione pessimista della vita va cambiando la sua attitudine con ogni racconto narrato da suo nonno in un viaggio quasi obbligato alla All Nations Powwow in Albuquerque, New Mexico fino a ritrovare un identità dignitosa al finale del film. I racconti leggendari sono qualcosa di speciale (mentre li ricordo mi viene la pelle d’oca ).

9 racconti differenti intensissimi che spaziano tra la voce del nonno Pete, i suoni e la magia creata dal regista con le immagini e gli effetti. Troviamo tra l'altro leggende Lakota, Cheyenne, Kiowa, Blackfoot, Chinoock... piene di spiriti della natura, animali parlanti, fantasmi, visioni, valori come quello dell’amicizia, il coraggio e il vero senso della vita che si agita dentro in ogni racconto.
Uno di quei pochi film che ci fà conoscere culture e storie interessantissime in un modo davvero unico e con rispetto.

Il cast:
Eddie Spears (Shane), August Schellenberg (Nonno Pete Chasing Horse), Gil Birmingham (Sam), Scott Grimes (Red Headed Stranger), Sheila Tousey (Janine), Chaske Spencer (Eagle Boy), Gloria Eshkibok (Cave (Ugly) Woman), Kimberly Norris Guerrero (Pretty Woman), Sean Wei Mah (High Horse), Sage (Blue Bird Woman/Mae Little Wounded), Alex Rice (She Crosses the Water), Michael Greyeyes (Thunder Spirit), Griffin Powell-Arcand (Thunder Boy), Scott Grimes (Tehan), Delanna Studi (Talks a Lot), Nathaniel Arcand (Broken Lance), John Trudell (Coyote), Gary Farmer (Iktomi), Geraldine Keams (Iktomi’s Wife), Dakota House (Dirty Belly), Floyd Red Crow Westerman (Chief Iron Spoon), Tantoo Cardinal (Old Pawnee Woman), Teneil Whiskeyjack (Quill Work Girl), Mato (Little Brother), Misty Upham (Columbia River Chief’s Daughter), Saginaw Grant (Old Medicine Man), Lawrence Bayne (Voice of Raven), Travis Dugas (Ekuskini).

Non ho la più pallida idea se è stato trasmesso ne tantomeno se è in vendita il dvd in Italia mi auguro si possa vedere nella programmazione satellitare Italiana di Hallmark Channel.

venerdì 19 ottobre 2007

Travel Writer

Mi piace molto William Least Heat Moon. Nei suoi libri ha descritto in maniera esaudiente i paesaggi visti da prospettive diverse. Molto descrittivo anche nel raccontare personaggi e le loro storie che ha avuto modo di incontrare durante il suo cammino.

Di seguito trascrivo la testimonianza di Kendrick Fritz indiano Hopi che William incontrò sul suo cammino. Il testo è tratto da Strade Blu.


"Le sue linee rappresentano la strada della vita, percorsa da un'individuo attraverso la nascita, la morte e la rinascita. Essenzialmente l'esistenza umana è una serie di viaggi e il simbolo della manifestazione è una specie di mappa, ossia una immagine di quel processo; ma come quasi tutti i simboli Hopi e i suoi riti, riproduce anche gli stadi cosmici attraversati da tutti gli esseri umani. Gli Hopi credono che il genere umano si sia evoluto attraverso 4 mondi....

....Per ogni essere umano, l'obbiettivo più importante è quello di non tagliare i ponti con le cose che gli stanno intorno. Un Hopi sá di appartenere a 2 famiglie: quella da cui nasce e quella di tutte le cose e man mano che invecchia deve avvicinarsi alla famiglia più numerosa.
Nella tradizione Hopi, ognuno cerca di trovare il proprio posto all'interno del tutto. Il cacciatore Hopi quando uccide un animale gli chiede di perdonarlo: solo la vita può nutrire la vita. L'animale lo sà.
La nostra cultura continua a ricordarsi che non siamo solo volontà e pensiero ma anche sabbia e vento e tuono, pioggia e anche le stagioni: tutto. Impari a rispettare tutto perchè sei tutto. Se rispetti te stesso rispetti ogni cosa....

.... La mia eredità è la tradizione Hopi che è una via dello spirito e lo spirito può andare ovunque. Anzi, per cambiare e manifestarsi, lo spirito deve appunto viaggiare, come succede nelle migrazioni: questo, in fondo, è il succo di tutta la storia."


.... e di viaggiare William ne sá qualcosa visto che nei suoi libri il Viaggio è il soggetto principale. Quel viaggio che lo accompagna nelle strade polverose secondarie americane, nei fiumi e nelle praterie dove all'apparenza tutto è statico e tranquillo.
È il movimento e il correlazionarsi con ciò che lo circonda che lo arricchisce spiritualmente.



Per gli amanti del movimento aggiungo anche di leggere Bruce Chatwin: il suo nomadismo è presente in ogni suo racconto.

lunedì 15 ottobre 2007

Un Giretto


Oggi dopo una settimana passata a mettere a posto la nuova casa mi sono fatto un giretto nel parco adiacente casa mia verso le cinque del pomeriggio. Il posto in cui mi trovo adesso è molto tranquillo e offre tante aree verdi e dista circa una ventina di chilometri dalla città di Queretaro.


Sono attaccato a un piacevole lago, una riserva ecologica, dove vengono a dimorare varie specie di uccelli tra cui fenicotteri, papere, oche e pellicani. Il clima come accennato in un post precedente è primaverile ma durante il giorno devo dire che fà tanto caldo. Non nascondo davvero di essere particolarmente emozionato a vivere in questo posto che mi ha affascinato fin dalla prima volta che lo visitai.


Nei dintorni inoltre ci sono tante belle montagne che in questa epoca offrono colori davvero speciali carichi di un verde acceso visto che la stagione delle piogge è appena passata.

La prossima settimana inizierò a correre tra questi bellissimi scenari...

venerdì 12 ottobre 2007

Traslocando

Una puntata veloce su internet e un messaggio sul blog...


Sono, come si suol dire, in ballo con il trasloco mettendo a posto tutte le cose che io e mia moglie Perla abbiamo impacchettato nei giorni precendenti. Quindi lascio immaginare lo stato di confusione che c'e' in questo momento nella nostra nuova casa ma pian pianino metteremo a posto tutto. Siamo già a un buon punto in ogni modo mancano ancora alcuni dettagli e ritornerò spero a pieno ritmo per postare altri argomenti.

martedì 2 ottobre 2007

Festival Internacional Cervantino


Dal 1972 nella città di Guanajuato, Mexico si tiene il Festival Internacional Cervantino. Una tra le manifestazioni artistiche - culturali più importanti del Latinoamerica.

Originalmente il festival è nato come omaggio a Miguel de Cervantes l'autore del Don Chisciotte della Mancia

Il festival inizialmente era promotore di eventi artistici in lingua castellana ricordando la tradizione teatrale nata nel Teatro universitario di Guanajuato.
Attualmente riunisce eventi di culture e lingue differenti provenienti da tutto il mondo convertendosi in uno spazio di incontro e intercambio.

Durante 19 giorni, dal 3 al 21 di ottobre, il 35º Festival Internacional Cervantino convocherà nella città di Guanajuato, più di 2400 artisti di 27 nazioni dei 5 continenti. Una opportunità straordinaria per poter avvicinarsi e di godere di spettacoli di danza, musica, teatro, arti visuali e cinema.

Fondata nel 1546, dichiarata patrimonio della umanità dall'UNESCO, Guanajuato (Kuanasïuatu, Collina delle Rane in lingua Purepecha) è una splendida cittadina situata nelle zone centrali del Messico. Il teatro Juarez e le università hanno aiutato la sua crescita a livello culturale anche con manifestazioni di questo genere.

Riferimento: 1