venerdì 21 dicembre 2007

La notte più lunga

Ovvero il Solstizio Invernale, oggi, 21 Dicembre.

Una volta lo si festeggiava accendendo un fuoco ora lo si fà accendendo le luci e lo si chiama Natale per celebrare la nascita di Gesù 4 giorni dopo.

Dal 20 al 24 dicembre sembra che il Sole, nel suo moto apparente, si fermi (Solstitium significa “Sole fermo”): è quindi il momento del massimo declino dell’Astro. Il 24 sembra riprendere il suo cammino, ogni giorno un pò più verso l’alto fino al Solstizio Estivo. Una notte magica.

La stessa magia che ha unito tante popolazioni in festeggiamenti e celebrazioni durante la nostra storia:

3.600 anni fà veniva festeggiata in Persia la nascita di Mitra, figlio del Sole. In Egitto si ricordava la nascita di Osiride e di suo figlio Horo. In Babilonia si festeggiava il dio Tammuz, unico figlio della dea Istar rappresentata con il bimbo in braccio e con una aureola di dodici stelle attorno alla testa: l’icona della madre con il figlio neonato risale alla notte dei tempi ed ha sempre simboleggiato la Madre Terra che produce i suoi frutti. In Messico si festeggiava la nascita del dio Quetzalcoatl e nello Yucatan quella del dio Bacab. Anche il dio azteco Huitzilopoctli vede la luce durante questo periodo, mentre gli scandinavi festeggiavano la nascita del dio Freyr (celebrazione legata alla festa dello Yule). In Grecia nasceva Dionisio ed in Siria Adone.

Quello che unisce tutte queste celebrazioni è la speranza di un nuovo cammino fatto di prosperità, amore, salute. Un nuovo cammino che si incomincia a intraprendere insieme al sole che, dopo una apparente fermata, rincomincia a muoversi. Una festività insita nel nostro inconscio collettivo e che si perpetua anno dopo anno, millenio dopo millenio, di generazione in generazione, fatto di sogni, speranze e ritmi naturali che assumono vari nomi, simboli e tradizioni.

Io, d'altro canto, 12 mesi fà iniziai proprio durante questo periodo, un nuovo cammino scrivendo sulle pagine di questo blog dove ho potuto descrivere e trascrivere pensieri che ho colto intorno e dentro di me.

Auguro un Buon Solstizio a tutti Voi. Sostituite la parola Solstizio a seconda delle vostre credenze e tradizioni che tanto ci accomunano come uomini.

giovedì 20 dicembre 2007

La rivolta dei Lakota


Riporto di seguito l'articolo preso da Peace Reporter:


"Gli indiani Sioux Lakota dicono basta. Dopo 150 anni dalla firma dei trattati fra la popolazione nativa e il governo degli Stati Uniti, i capi della gloriosa tribù hanno deciso di “non essere più cittadini Usa”. Il motivo? Il governo di Washington nel corso degli anni, dicono i capi tribù, non ha rispettato i trattati e ha fatto di tutto per “rubare la nostra cultura, le nostre terre e la nostra capacità di mantenere il nostro stile di vita”. Dunque, hanno aggiunto, le firme apposte sui trattati “non sono altro “che parole senza senso su carta priva di valore” e per questo non avrebbero validità.
Inoltre, fa sapere Russel Means, attivista nativo appartenente ai Sioux Lakota, “non siamo più cittadini Usa e tutti coloro che vivono nell'area dei cinque Stati del nostro territorio sono liberi di unirsi a noi”. E sono previste anche delle novità. Chi deciderà di rinunciare alla nazionalità Usa otterrà una nuova patente di guida e un nuovo passaporto. Anche in materia fiscale, la nuova identità statale che potrebbe nascere preannuncia novità. Infatti, i cittadini che aderiranno al “nuovo Stato” non pagheranno tasse. La tribù dei Sioux Lakota è una delle più gloriose del paese. Nel 1876 sconfissero con a capo Toro Seduto le truppe del generale Custer nella famosa battaglia di Little Big Horn."


Questo ulteriore atto da parte di un gruppo dei Lakota dimostra che la ferita è ancora aperta.

Il governo Statunitense potrà sostentare ed arricchire tutte le culture native che si trovano sul territorio ma mai potrà restituire la loro identità, la loro dignità e i loro luoghi. Non si possono cancellare le deportazioni nelle riserve e i vari genocidi perpetuati nei loro confronti. Il passato non si dimentica: il presente è il suo testimone. I discendenti di questi popoli attualmente sono poveri. Poveri di un’identità che si rifletteva in un territorio e di una cultura basata su determinati principi lontani dal pensiero del cosidetto uomo occidentale, ma di cui ora devono fare i conti con una integrazione forzosa e difficile. L'alcolismo, il diabete, il suicidio sono solo alcuni degli effetti di questa perdità d'identità fisica e morale. Mi si potrà dire che questo sia uno dei tanti processi crudeli ed inevitabili del nostro cammino, che la vita è sempre in evoluzione e che le guerre e le conquiste hanno fatto sempre parte della nostra storia con i propri vinti e i propri vincitori, però sono convinto che per ogni cultura che si estingua una parte di noi se ne và e questo mi dispiace perchè ogni popolo ha qualcosa da insegnare per poterci arricchire. È necessario sfatare il fatto che il governo Americano (e non solo...) abbia questi principi di rispetto.

lunedì 17 dicembre 2007

¡Que desmadre!

Fiera Internazionale di Queretaro, ultimo giorno, domenica, una marea di persone. La fiera è davvero grande sinceramente non me l'aspettavo cosí. Qualche foto per rendere l'idea.



sabato 15 dicembre 2007

Scarpe

Mi rendo conto vedendo i posts di questo blog che ho parlato davvero poco della mia passione per la corsa che ormai mi segue da diversi anni. Oggi ho voglia di parlare delle mie scarpe con le quali vado a correre. Fondamentali e peculari per i diversi tipi di movimento e terreni considerando le qualità tecniche che ognuna di esse racchiude. Sono le mie compagne di ritmo. Quel ritmo che tanto mi piace e che ospita situazioni e luoghi.

Nessun interesse a fare pubblicità gratuita ma solo voglia di compartire le mie abitudini con ciò che calzo in questi giorni mentre corro. Poi se possono essere di aiuto le prossime informazioni ancora meglio.


Inizio da lei, la ultima arrivata, la Saucony Pro Grid 5


Finalmente si può trovare questa marca anche qui in Messico; la mia favorita per quanto riguarda la buona calzabilità. L'unica pecca è che si consumano rapidamente. Comprate da pochissimi giorni spero che mi daranno tante soddisfazioni.

Nike Air Trail Pegasus +


Attualmente è la scarpa che utilizzo di più (lo si nota da come sono impolverate vero?) È adatta per percorrere viottoli di campagna, sentieri dei boschi, montagne, aride dune dei deserti, greti dei torrenti... insomma ovunque. Leggere ma con un aspetto indistruttibile. Hanno un buon ammortizzamento per evitare lesioni alle articolazioni, una ottima flessibilità e aderenza.

Due paia di scarpe ultraleggere: le Saucony Grid Type A e le Adidas CC Rotterdam IV.





Molto simili nelle caratteristiche e anche nei colori. C'e' gente che fà maratone con queste scarpe reattive ma io preferisco usarle in tratti non superiori ai 10 km considerando la loro leggerezza e la poca protezione delle suole in confronto alle scarpe descritte prima. Le uso più che altro in Italia sul tratto del lungomare pianeggiante del mio paese.

Le prossime scarpe non sono proprio per correre ma le ho volute inserire perchè sono quelle con cui faccio trekking e con cui ho percorso altitudini superiori ai 2500 metri qui in Messico: le sorprendenti New Balance 642 GM




Nonostante abbiano macinato chilometri sembrano ancora nuove... incredibile.

Queste sono le 5 paia di scarpe che stò utilizzando da un anno a questa parte, compagne di corse e di camminate.

Non sò voi ma quando due vecchie scarpe arrivano al loro limite, guardandole io penso sempre a dove mi hanno portato, penso alle emozioni che ho vissuto indossandole. Emozioni fatte di sofferenze e gioie... un insieme di storie e luoghi racchiusi tra due lacci.
Le marche e il logo sono relativi.


Alla fine quello che rimane è l'intensità di ciò che si è vissuto: un brivido che non ha né un nome né forma.

venerdì 14 dicembre 2007

Dale, dale, dale...

"Dale, dale, dale, no pierdas el tino, porque si lo pierdes, pierdes el camino. Dale, dale, dale, no pierdas el tino, mide la distancia que hay en el camino. Dale, dale, dale, no pierdas el tino, porque si lo pierdes, pierdes el camino. Dale, dale, dale, dale y no le dio, quiten le el palo porque sigo yo"

Si dice che in Messico ci sia una festa per ogni giorno dell'anno tra le varie città e i vari paesi. La stragrande maggior parte sono feste legate alla religione e conservano un folklore e un calore umano particolare.

Dicembre è il mese della Virgen de Guadalupe, della Navidad (Natale) sinonimo de Las Posadas.


Prima dell'arrivo degli spagnoli in Messico, nel periodo che andava dal 7 al 26 di Dicembre, si celebrava una tra le principali feste: quella dedicata al Dio della guerra Huitzilopochtli. Per questa ragione e approffitando delle coincidenze delle date i primi evangelizzatori sostituirono il Dio preispanico con Giuseppe e Maria per mantenere così la celebrazione ma con carratteristiche cristiane-cattoliche.


Si suppone che la tradizione delle Posadas si originò nel poblado di San Agustin Acolman al nord-ovest di Città del Messico. Posada tradotto in Italiano significa alloggio. In pratica è una festa che ripercorre i giorni in cui Maria e Giuseppe cercavano e chiedevano alloggio prima della nascita di Gesù. Durante il cammino si crede che abbiano chiesto alloggio in diversi punti, 9 simbolicamente, prima di raggiungere la grotta di Betlemme.



Per questo motivo Las Posadas sono 9 celebrazioni che iniziano il 16 e terminano il 24 di questo mese, una per ogni giorno, celebrate in 9 case, 9 famiglie differenti. Si forma come una sorta di pellegrinazione all'interno del quartiere o delle famiglie dove tra rosari e canti si chiede posada in differenti case. Simbolicamente all'inizio i pellegrini vengono rifiutati ma una volta riconosciuti Maria e Giuseppe vengono fatti entrare per poter festeggiare tutti insieme l'evento.
E qui incomincia la fiesta! Si beve Ponche (una buonissima bevanda ottenuta facendo bollire vari tipi di frutta stagionale... niente alcol ma se uno vuole... ho visto gente allungarla con un pò di tequila)
A seconda della tradizione e della zona si mangiano diversi antojitos ovvero stuzzichini (ma sono dei piatti veri e propri) come i pambazos,




tamales,





buñuelos,


sopes,


pozole
e altri manicaretti.... panza mia fatti capanna!!!!!!!


Nella celebrazione c'è anche la Piñata (Pignatta).



Originaria dalla Cina si dice che Marco Polo l'abbia portata in europa e gli Spagnoli in Latino America. In Messico ha assunto colori, forme e significato particolari. Costruita di coccio o cartapesta, rappresenta la lotta tra il bene e il male. Basicamente è a forma di stella ed è costituita da 7 punte che rappresentano i 7 peccati capitali. È vistosa e multicolore per simbolizzare le tentazioni e i peccati. A turno gli invitati bendati devono cercare di romperla con un bastone. Restare con gli occhi bendati simbolizza la fede che non ha bisogna di vedere per credere. I dolci che cadono dopo la rottura della piñata simboleggiano invece la grazia ricevuta e il perdono dei peccati. Mentre si cerca di rompere la piñata, che appesa alcune persone fanno dondolare per rendere più difficile il bersaglio, si canta il ritornello che ho inserito all'inizio di questo post... una vera gioia per i bimbi ricompensati dai dolci.

Io intanto con la scusa della tradizione continuo a parlare di mangiare. Siamo sotto Natale è ammissibile, poi... va beh... la cucina Messicana è una delle mie favorite... non sò se si era capito. È ammissibile tutto l'anno dai.

lunedì 10 dicembre 2007

Saliscendi

Oggi proprio non avevo nessuna voglia di fare niente. Questa mattina io e Perla abbiamo accompagnato alla Terminal de autobuses una nostra amica che ha trascorso qualche giorno qui con noi. Abbiamo poi fatto qualche ora tra i vari negozietti nel centro di Queretaro. Ritornato a casa voglia di correre.. zero. Verso le 5 del pomeriggio però mi sono deciso a tentare perlomeno di fare un'oretta visto e considerato che da quando ho incominciato questa storia del cambio della casa, cioè all'incirca due mesi fà, la qualità della mia corsa è un pò scesa: stò correndo 2-3 volte alla settimana per una mezzoretta o 45 minuti. Oggi, stranamente, visto la svogliatezza con cui ho iniziato la giornata, sono riuscito a correre abbastanza da ritenermi molto soddisfatto tra i vari saliscendi delle montagne che si trovano nei dintorni con una altezza variabile tra i 1800 e 1900 metri di altitudine. Finalmente un segnale serio, un impulso che mi era mancato da un pò di mesi a questa parte che mi spinge a desiderare qualcosa di più concreto per l'anno nuovo che si stà approssimando. Non mi piace in ogni modo proiettarmi nel futuro con un impegno specifico da quando ho lasciato il triathlon qualche anno fà. Ora affronto la corsa senza fare troppi progetti agonistici, preparazioni estenuanti o ripetute assurde per migliorare una prestazione che alla soglia dei miei 40 anni trovano poco spazio. L'approcio della corsa è sensibilizzato dal godersi il panorama e tutto ciò che circonda, da quel lasciarsi andare che provoca sempre quello stato di benessere. È sempre una soddisfazione poi vedere quanto ho corso: una, due, tre quattro montagne! Quello che rimane è il cammino che ho fatto e non il tempo con cui l'ho percorso. Scalate e discese fatte con fatica accompagnate sempre da quella adrenalina che mi proietta in qualche luogo remoto che si confonde tra mente e corpo senza quella fretta dettata da un cronometro. È tanto che non faccio una gara agonistica per questi motivi ma c'e' una città a me molto cara alla quale è legato anche un evento sportivo che si rinnova ogni anno nel mese di Ottobre: Venezia e la sua maratona. Ho sempre rimandato, vuoi per gli infortuni, vuoi perchè non coincidevano i mesi Italiani di vacanza ma adesso che si approssima il nuovo anno penso: 10 mesi... chissà...

martedì 4 dicembre 2007

Vacas, gallos y diversion


È iniziata qui in Queretaro lo scorso 30 di novembre e proseguirà fino al 16 dicembre la Feria Internacional de Queretaro 2007, una esposizione vera e propria del bestiame nata inizialmente per dare modo di esporre i propri capi di allevamento con l'obiettivo di migliorarne la qualità. Un appuntamento molto importante considerando che tutti ne parlano in questa città.

Questa fiera, nata nel 1923, rappresenta un ulteriore testimonianza riguardante la storia dell'allevamento Queretano, un patrimonio culturale che si rinnova ogni anno. Una occasione insomma che riunisce e che serve a gratificare il lavoro, la dedicazione, lo sforzo e l'amore che generazioni di allevatori hanno plasmato in questo territorio; per questo, per festeggiare, sono anche presenti in tutte questi tipi di fiere (conosciute nella repubblica Messicana come Palenques) anche altri eventi come ad esempio concerti, stands gastronomici dove si può mangiare davvero con pochi pesos, bancarelle di artigianato, luna park e poi ancora la Pelea de Gallos (un combattimento tra due galli di una razza specifica a cui vengono messe delle lame sulle zampe per poter inferire sull'avversario) e le corride con tori. Quest'ultime due tradizioni non le condivido perchè le ritengo ingiuste e crudeli nei confronti di questi animali: già ci offrono le loro carni non vedo proprio perchè dobbiamo prendercene gioco. In ogni modo riconosco l'importanza di questo appuntamento per la storia e lo sviluppo dell'allevamento in questo territorio.