mercoledì 30 aprile 2008

Cibo & Acqua



Le mie ricerche continuano tra le pagine della rivista in edizione speciale della National Geographic.

Oggi il tema è incentrato sul cibo e l'acqua, elementi essenziali per la nostra vita.


Saziare la sete e la fame è la medesima sfida globale cui dobbiamo far fronte.
L'agricoltura si incontra a un bivio.

C'e' una necessità permanente di ottenere una quantità maggiore di cibo e di migliore qualità. Però l'incremento della produzione mondiale di alimenti negli ultimi 40 anni, salito del 170%, ha avuto un costo ambientale non indifferente incluso un grave impoverimento di molti terreni agricoli e un degrado generalizzato nei dintorni.

Saremo capaci di arrivare ad un equilibrio tra la produzione e la contaminazione?

Per alcuni la risposta si trova nella tecnologia avanzata, come l'ingegneria genetica, capace di creare piante resistenti agli insetti, alle malattie o alla siccità ma anche di creare animali.

I rischi di questi prodotti riguardano la salute in quanto possono provocare reazioni tossiche o allergiche in un individuo. Inoltre si può perde quella biodiversità che regola la natura.

Le aree totali coltivate con piante geneticamente modificate si è moltiplicato 60 volte nel periodo di una decada superando i 100 milioni di ettari nel 2006. La maggior parte di queste piante sono coltivate in 22 paesi capeggiati da Stati Uniti, Argentina, Brasile e Canada. In Europa questo tipo di coltivazione continua ad essere limitata ma l'esigenze dei mercati alimentari, sempre più grandi e globalizzati, fanno pressione a favore di un uso a grande scala.

Altri, in cambio, confidano in una agricoltura organica che combina metodi tradizionali e nuove conoscenze per produrre alimenti senza prodotti chimici, insetticidi e senza fare uso dell’ingegneria genetica.

Il 25% dei terreni adibiti alle coltivazioni organiche si trova in Europa. Questi 7 milioni di ettari rappresentano il 4% della superficie agricola totale dell'Unione Europea. La richiesta cresce sempre di più e si stanno importando prodotti organici anche al di fuori dei propri confini, anche se i più graditi rimangono sempre i prodotti locali.

L'Italia è il primo produttore di agrumi organici al mondo e uno dei principali produttori di uva e olive.

Questo tipo di agricoltura cresce a un ritmo accelerato anche nell'Europa dell'est, dove la Lettonia ha avuto una crescita del 170% nel 2005. Polonia e Lituania seguono rispettivamente con un indice del 100% e dell'88%.

L'agricoltura organica commerciale nel 2006 è stata praticata in almeno 120 paesi del mondo. In paesi in via di sviluppo come Brasile, India e Cina le esportazioni in Europa e Stati Uniti d'America si complementano con mercati locali in espansione.
Il mercato di alimenti organici muove attualmente 40 miliardi di dollari ed è previsto che aumenti di 70 miliardi di dollari per il 2012. Gli alimenti organici sono più cari per la minore rendibilità e per la mano d'opera. Per un piccolo agricoltore, inoltre, è difficile entrare in un mercato globale.

Cada opzione ha i suoi vantaggi però entrambe impongono problemi difficili da risolvere. Il cibo e l'acqua sono indubbiamente legati e la rivoluzione agricola ha avuto profonde ripercussioni sulle riserve idriche.

L'irrigazione intensiva e altri usi dell'acqua, hanno impoverito considerevolmente, laghi, fiumi e falde acquifere di molte zone e le sostanze chimiche trascinate dall'acqua, contribuiscono all'inquinamento delle fonti di acqua dolce. Insieme al cambio climatico e alla siccità persistente in molte regioni, l'incremento del fabbisogno fà si che l'accedere all'acqua dolce sia un dei temi principali di queso XXI secolo.

L'accesso all'acqua è un diritto di tutti ma si stà convertendo in un gran problema mondiale. Tra uno e due miliardi di persone devono lottare ogni giorno affannosamente per potere ottenere giornalmente quei 20-50 litri di acqua necessari per le propire necessità basiche: bere, cucinare, lavarsi.

Utilizziamo l'acqua con fini molto diversi: oltre a quelli appena citati, anche per generare elettricità e per l'industria. Però l'allevamento e l'agricoltura sono le attività che utilizzano più acqua di tutti. Si stima un 70% del consumo mondiale.

In una sola generazione abbiamo imparato a produrre alimenti in quantità senza precendenti. per questo motivo molti esperti credono che siamo capaci attualmente di sconfiggere la fame e la denutrizione. Però ora il nostro obiettivo è quello di alimentare il mondo senza pregiudicare in maniera irreversibile il suolo, gli ecosistemi e le risorse idriche, perchè è proprio da questi fattori che dipende la vita.

Riferimento: National Geographic


3 commenti:

  1. Ciao Andrea, sono Roby. Ho aperto due blog, ma non commento quasi più in giro. Ho bloccato anche la possibilità di commentare, ma puoi usare la tag nella colonna di destra per comunicazioni.
    Se ti va possiamo riscambiarci i link. Ciao
    Ps. Ecco l'altro blog: http://essenzadinatura.blogspot.com/

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  2. Grazie Andrea; ti ho aggiunto nei blog amici. A presto.

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