giovedì 1 maggio 2008

Energia



Il Mondo ha fame di energia. Il consumo totale del carbone, petrolio e gas si è moltiplicato dall'inizio degli anni 70 e la produzione dell'elettricità si è triplicata. Nonostante questo ancora non è sufficente: più di 1500 milioni di persone vivono senza elettricità e, senza soddisfare questa necessità, la richiesta di energia può crescere di un 50% prima del 2003.

I benefici dell'uso dell'energia sono evidenti: da lei dipendono tutte le nostre attività. Però il prezzo per produrla, partendo dallo sfruttamento dei lavoratori fino alla fuliggine e al fumo creati dal suo consumo, non si può misurare con un contatore elettrico.

In cima a tutto c'e' il fantasma del cambio climatico: l'Ossido di Carbonio (CO2) e altri gas scaturiti dalla combustione, sono i responsabili dell'effetto serra. Che cosa fare? Si prevede che tra l'anno 2004 e l'anno 2030 le emissioni di CO2 aumenteranno del 55%. È essenziale conservare l'energia e incrementare l'efficenza energetica, così come fermare la deforestazione e piantare più alberi considerando il fatto che le piante assorbono CO2.

La cattura del CO2 e il suo immagazzinamento in un deposito sotterraneo o sotto il mare potrebbe essere una opzione pero ancora mancano molti anni per poter portare a fine il progetto a grande scala e senza ripercussioni ambientali.

Le fonti di energia alternative sono la chiave per fermare il cambio climatico.

L'energia nucleare non emette CO2 però rappresenta un fattore di insicurezza perchè genera residui radioattivi, nocivi al nostro attuale ecosistema. L'energia eolica e solare sono benigne però limitate in quanto non servono ad esempio alle automobili.

Il bio combustibile, come il bioetanolo e il biodisel servono però ancora non si è raggiunti un accordo sul fatto che siano fonti di energia "verdi".

Si calcola che le emissioni di CO2 relazionate con l'energia cresceranno più velocemente dell'uso dell'energia; risultato ottenuto da una sempre più maggiore dipendenza dal carbone. Più del 75% dell'incremento avverrà nei paesi sottosviluppati che in pochi anni molto probabilmente emetteranno più CO2 che i paesi sviluppati.

Non c'e' una soluzione unica per il riscaldamento globale.

Petrolio, gas, carbone

L'energia nucleare e l'energia idroelettrica sono importanti in alcuni paesi, però i combustibili fossili continuano a proporzionare quasi l'80% dell'energia nel mondo.
Si prevede che la richiesta di petrolio, gas naturale e carbone continui ad aumentare con più del 70% di incremento annuale nell'uso di energia localizzato nelle economie in via di sviluppo.

La necessità di energie più pulite non si limita all'industria.
Circa due miliardi e mezzo di persone utilizza ancora legna, carbone o sterco come combustibile domestico e un miliardo e trecentomila di persone muoiono ogni anno prematuramente per l'inquinamento dell'aria in aeree chiuse.

Si prevede che la rischiesta mondiale di petrolio sarà di 99 milioni di barili al giorno nel 2015. Man mano che i giacimenti di petrolio si esauriscono, la produzione si sposta verso altri, più costosi e problematici per l'intorno.

Tutti i combustibili fossili inquinano e contribuiscono ai cambi climatici però il gas naturale è la opzione più pulita. Nei paesi sviluppati è la fonte energetica più utilizzata.

Il carbone invece è economico e abbondante però è il più inquinante combustibile che si conosca. Nell'arco dell'anno estraiamo più di 6000 milioni di tonnellate di combustibile fossile che emette quantità di gas nocivi.

Il carbone ha alimentato la rivoluzione industriale e al giorno d'oggi stà attivando il moderno miracolo economico cinese. Grazie alle abbondanti riserve locali, Cina già consuma più carbone che gli Stati Uniti d'America, la Russia e l'India messi insieme. Durante i prossimi anni il consumo aumenterà e la pessima qualità dell'aria occasionerà circa 400.000 morti prematuri all'anno in questo paese ed è possibile addirittura che superi gli Stati Uniti come emissioni di CO2.

Automobili e biocombustibili

Nel mondo nel 1970 circolavano 200 milioni di veicoli motorizzati. Nel 2006 i veicoli nel mondo sono arrivati a 850 milioni. I veicoli possono causare fino al 90% dell'inquinamento dell'aria nelle città. Nel 2004, negli Stati Uniti, si sono bruciati in media un miliardo e quattrocento milioni di litri di benzina al giorno; il maggiore consumatore, seguito da Cina e Giappone che insieme hanno consumato meno della metà degli Americani.

Henry Ford usò bioetanolo per la sua prima automobile e Rudolph Diesel non utilizzò all'inizio il derivato del petrolio che porta il suo nome ma un olio di pistacchio. Però in quegli anni la benzina e il diesel erano più economici e sviluppavano più potenza per litro. Ora quel vantaggio del prezzo stà scomparendo. Il Biocombustibile è meno agressivo del petrolio ma ha una controindicazione: le coltivazioni dalle quali si ottiene occupano 14 milioni di ettari competendo in maniera discreta con la produzione di alimenti. La richesta sempre più in aumento di entrambi i settori stà facendo aumentare i prezzi rappresentando uno stimolo per gli agricoltori ad usare porzioni di terreni sempre più grandi per produrre biocombustibile. Mancano tuttavia più di un milione di ettari di terreno in modo che il consumo di carburante si riduca di appena un 1%. Inoltre l'energia fossile che si necessita per coltivare e distillare mais, è tanta come quella apportata dall'alcol che si ricava.

Energia Eolica e Solare

Il vento è una delle fonti di energia rinnovabili più antiche. Al giorno d'oggi i nuovi mulini sono molto più efficenti. Il 20% dell'energia in Danimarca proviene dall'energia eolica grazie alle installazioni nel mare. In Germania la produzione è aumentata un 24% nel 2006 e già nel 2007 ha potuto superare il traguardo di fornire un 12.5% di energia rinnovabile prima del 2010. Anche negli Stati Uniti l'uso di questo tipo di energia è aumentato considerevolmente. Nel 2006 si sono riusciti produrre e somministrare tramite la forza del vento, elettricità a 19 milioni di case in America e a 31 milioni in Germania. Si prevede di arrivare a somministrare il 16% di elttricità nella Comunità Europea per il 2020.

I pannelli solari sono cari da produrre però le facilità e le sovvenzioni di alcuni stati stanno aiutando la loro diffusione. I maggiori paesi a farne uso sono Germania e Spagna.

Le nuove inversioni nelle infrastrutture di produzione stanno incrementando la distribuzione delle energie rinnovabili. Stati Uniti ed Europa sono leader di questa tendenza però si fanno inversioni significative anche in Brasile, Cina, India e altri paesi in via di sviluppo. Le richieste di energie più "verdi" stimolano gli investimenti che sono ora più redditizi dovuti al prezzo elevato del petrolio.

71 miliardi di dollari sono stati destinati nel 2006 alle energie sostenibili, il 43% in più rispetto al 2005.

In questa era urbana non è sorprendente che nelle città si concentra circa il 75% del consumo di energia mondiale e l'80% delle emissioni di gas.

Però le città sono promettenti centri per lavorare sulla riduzione del nostro impatto sopra il medio ambiente. Sindaci di 40 città tra le più grandi e importanti al Mondo hanno deciso di unirsi per incamminarsi verso un città più verde, pulita ed efficente. Per iniziare 16 di queste città "C40" si sono impegnate in modo tale che tutti gli edifici municipali siano efficenti nell'uso dell'energia. I seguenti passi previsti sono la gestione di emissione di gas, delle discariche dei rifiuti e dei depuratori, l'uso dei poteri acquisitivi dei municipi o dei governi per creare un mercato automobilistico più pulito, incentivare il programma di Car-pooling che consiste nel condividere un automobile tra un gruppo di persone, incentivare l'uso di mezzi ecologici tipo la bicicletta e rendere il trasporto pubblico più "verde".

In tutti i modi vincere la sfida contro il cambio climatico con strategie differenti rispetto alle attuali, deve essere l'obbiettivo primario di tutti i governi del mondo.

Riferimento: National Geographic

2 commenti:

  1. Grazie Andrea per questo bellissimo articolo!!!
    Un abbraccio
    Francesca
    Come stai?

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  2. Ciao Francesca, grazie per il commento. Stò bene :)

    Tu come stai passando il ponte del primo maggio?

    Un saluto

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