venerdì 27 giugno 2008

Gregory Bateson

Antropologo, sociologo, naturalista, studioso cibernetico, Bateson è stato uno dei più importanti ricercatori dell'organizzazione sociale di questo secolo. Opponendosi a quegli scienziati che cercavano di ridurre ogni cosa alla pura realtà osservabile, si incaricò di reintrodurre il concetto di Mente, della natura e le sue similitudini, scrivendo due famosi libri: "Verso un'ecologia della Mente" e "Mente e Natura".

Di seguito alcune citazioni prese liberamente dai due libri:

"Ciò che vale per le specie che vivono insieme in un bosco, vale anche per i raggruppamenti e i generi di persone di una società, che similmente si trovano in un difficile equilibrio di dipendenza e competizione. Lo stesso vale anche proprio dentro ciascuno di noi, ove si riscontrano una difficile competizione fisiologica e una interdipendenza tra gli organi, i tessuti, le cellule e così via. Senza questa competizione e interdipendenza non esisteremmo, poichè non possiamo fare a meno di nessuno di questi organi e parti in competizione. Se una delle parti non avesse queste caratteristiche di tendenza all'espansione, essa scomparirebbe e noi con essa. Quindi anche nel corpo abbiamo un elemento di insicurezza. Se si disturba il sistema in modo inopportuno, compaiono le curve esponenziali. In una società accade la stessa cosa. Penso che si debba ritenere che tutti i cambiamenti importanti, fisiologici o sociali, siano in qualche misura uno slittamento del sistema in qualche punto lungo una curva esponenziale. Lo slittamento può andare poco lontano o può andare fino al disastro. Ma, in linea di principio, se ad esempio si uccidono tutti i tordi del bosco, certe componenti dell'equilibrio slitteranno lungo curve esponenziali sino a raggiungere un nuovo punto di assestamento. In tale slittamento è sempre implicito un periodo: la possibilità che qualche variabile, ad esempio la densità demografica, possa raggiungere un valore tale che un ulteriore slittamento sia controllato da fattori che sono intrisecamente dannosi. Se per esempio la popolazione è in ultima istanza regolata dalle risorse alimentari presenti, gli individui che sopravvivono saranno semidenutriti e le risorse alimentari saranno troppo sfruttate, generalmente in modo irreversibile."


"L’ecologia della mente è una scienza che ancora non esiste come corpus organico di teoria o conoscenza. Ma questa scienza in formazione è nondimeno essenziale. Essa sola permette di capire, ricorrendo alle stesse categorie, questioni come la simmetria bilaterale di un animale, la disposizione strutturata delle foglie in una pianta, l’amplificazione successiva della corsa agli armamenti, le pratiche del corteggiamento, la natura del gioco, la grammatica di una frase, il mistero dell’evoluzione biologica, e la crisi in cui oggi si trovano i rapporti tra l’uomo e l’ambiente."


da "Verso una ecologia della mente"



"Miracolo è ciò che un materialista pensa debba accadere per liberarsi dal proprio materialismo"

"Il fiume modella le sponde e le sponde guidano il fiume"

"Nell'insegnamento di una lingua vi è una confusione che non è mai stata
chiarita. Forse oggi i linguisti di professione sanno come stanno le cose, ma a
scuola si continuano a insegnare sciocchezze: i bambini si sentono dire che il
“sostantivo” è un “nome di persona, di luogo o di cosa”, che il “verbo” è “una
parola che indica un'azione” e così via. Imparano, cioè, in tenera età che una cosa
la si definisce mediante ciò che, si suppone, essa "è" in sè, e non mediante le sue
relazioni con le altre cose. Quasi tutti noi ricordiamo di aver sentito dire che un sostantivo è “un nome di persona, di luogo o di cosa”. E ricordiamo la noia mortale che ci procurava l'analisi grammaticale e logica delle frasi. Oggi tutto ciò andrebbe cambiato: ai bambini si potrebbe dire che un sostantivo è una parola che sta in una certa relazione con un predicato, che un verbo sta in una certa relazione con un sostantivo, il suo soggetto e così via. Alla base della definizione potrebbe stare la relazione, e allora qualunque bambino sarebbe in grado di capire che nella frase “Andare è un verbo” c'è qualcosa che non va.
Ricordo la mia noia quando dovevo analizzare le frasi e la noia, più tardi a
Cambridge, di dover studiare l'anatomia comparata. Così come venivano
insegnate, erano tutt'e due materie di un'irrealtà straziante. "Avrebbero potuto"
dirci qualcosa sulla struttura che connette: che ogni comunicazione ha bisogno di
un contesto, che senza contesto non c'è significato, che i contesti conferiscono
significato perchè‚ c'è una classificazione dei contesti. L'insegnante avrebbe
potuto dimostrare che la crescita e la differenziazione devono essere controllate
dalla comunicazione. Le forme degli animali e delle piante sono trasformazioni di
messaggi. Il linguaggio è di per sè una forma di comunicazione. La struttura
immessa a un'estremità dev'essere in qualche modo rispecchiata come struttura
all'uscita. L'anatomia "deve" contenere qualcosa di analogo alla grammatica,
poichè‚ tutta l'anatomia è una trasformazione di materiale di messaggio, che deve
essere conformato in modo contestuale. E infine, "conformaione contestuale" non è che un sinonimo di "grammatica".

"Quale struttura connette il granchio con l'aragosta, l'orchidea con la primula e tutti e quattro con me? E me con voi? E tutti e sei noi con l'ameba da una parte e con lo schizofrenico dall'altra?"


da "Mente e Natura"


1 commento:

  1. Ciao Andrea, era da un po' che volevo scrivertelo, è tutto molto interessante, mi sono copiata gli stralci dei libri di Bateson (del quale peraltro non ho ancora letto nulla). Io adoro Bookchin, soprattutto il suo "L'Ecologia della libertà", quest'estate leggerò qualcosa anche di Bateson.
    Grazie ciao.

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