martedì 11 novembre 2008

La Catrina

Di tutti i personaggi che la cultura messicana contempla tra i più rappresentativi, se ne distingue uno molto caratteristico in questo mese che accompagnano i festeggiamenti di questa nazione in onore ai morti.

Il suo nome è Catrina, vestita con abiti eleganti e sgargianti cappelli. Le piace giocare con la vita e in un certo modo è sempre presente nelle feste dove i morti ritornano alla vita.

Questa elegante signora in ossa è la rappresentazione di una classe privilegiata che dominò in Messico tra la fine del XIXº e il principio del XXº secolo, durante la dittatura di Porfirio Díaz.


Il nome Catrina proviene dalla parola "Catrin", sinonimo di elegante, distinto, ben vestito, fino, sfisticato e altri aggettivi con i quali il popolo denominava la classe privilegiata di questa epoca.

Nel pomeriggio, infatti, le signore di alta società passeggiavano nel Paseo de Alameda di Citta del Messico, sempre molto eleganti, con cappello ed un ombrello.
La catrina è la compagna del Catrin e con questo connubio è rimasta intatta fino ai nostri giorni.

Le rappresentazioni di poesia popolare e di illustrazioni furono iniziati da Manuel Manilla e proseguiti da José Guadalupe Posada che riusci a creare un mondo fanastico tramite questo personaggio che rappresentavano la commedia umana.

Le opere di quest'ultimo artista riuscirono ad essere così popolari che Diego Rivera lo ritrasse nel celebre murale "Un domingo en Alameda" insieme alla sua Catrina.

Attualmente la Catrina è ricordata in mille modi. La sua immagine la ritroviamo tra i dolci, tra i cioccolati che si usano mangiare in questi giorni. Oppure in disegni o in sculture che possono essere fatte in diversi modi: terracotta, ceramica, legno e carta pesta sono i materiali più usati. Può essere rappresentata in diversi situazioni della vita quotidiana. Una forma allegorica che immortala attimi di questa vita terrena prima dell'imminente morte. Con il suo sorriso, i suoi colori, la sua eleganza, ci invita a cogliere l'attimo per vivere in pieno la nostra vita. La sua doppia identità è un modo di ricordarci chi siamo e dove andiamo.

Il seguente video, "Hasta los Huesos", è l'omaggio fatto dall'artista René Castillo a questa celebre figura.

Una delle tante rappresentazioni che testimonia ancora la presenza di questa figura nel folclore Messicano.

mercoledì 5 novembre 2008

La Mariposa Monarca

Questa mattina i lucernai della mia casa proiettavano sulle pareti e il pavimento strane piccole ombre in movimento. Con curiosità mi sono affacciato dalla finestra. Con stupore mi accorgo che sono farfalle. Centinaia di farfalle che viaggiano in direzione sud. Sono le farfalle Monarca. Le riconosco dai colori caratteristici delle loro ali. Che emozione vederle passare.
Silenziose, instancabili, enigmatiche.


Arrivano dalla regione dei Grandi Laghi degli Stati Uniti e del Canada, dove ogni estate nascono quattro generazioni di farfalle monarca. Di queste la quarta, che a prima vista assomiglia alle precedenti, è speciale. L'istinto gli ordina di non accoppiarsi ma di accomulare energia alimentandosi di nettare. Questa generazione vive almeno 8 volte in più rispetto a quella precedente. In questo modo potranno completare la migrazione più lunga compiuta su questo pianeta da un insetto.


Valendosi anche dell'aiuto del vento, possono percorrere almeno 120 km al giorno. Scappano dal freddo del nord e navigano in un luogo dove stavano i loro antenati.

5 miliardi di farfalle viaggiano in direzione sud fino al Messico percorrendo 4 mila chilometri. Solo una di cada 5 farfalle sopravviverà ai pericoli di una migrazione cosi lunga ma sono cosi numerose che 1 miliardo di farfalle termineranno il viaggio per passare l'inverno nel bosco che rassicurerà la loro sopravvivenza fino all'arrivo della primavera: il santuario della Mariposa Monarca nello stato di Michoacán, Messico.


Come un essere cosi fragile e piccolo è capace di attraversare tutto un continente per arrivare in un luogo in cui mai è stato, rimane uno dei misteri più grandi della natura. L'arrivo della farfalla monarca ha anche un significato mistico per la popolazione locale. Il loro arrivo coincide con la festa messicana del Día de Muertos. La gente del posto crede che lo spirito delle persone care morte ritornino a casa sulle ali di queste creature. Le farfalle passeranno l'inverno immobili su alberi in uno stato di letargo. In primavera rinizierà un'altra migrazione al nord contraddistinta dall'accoppiamento il quale farà portare dalle femmine le uova fertilizzate e il segreto di come una distante generazione futura ritornerà ad incontrare il suo rifugio invernale, completando cosi uno dei viaggi più misteriosi e belli della terra.


* Il Santuario della Mariposa Monarca ha una tale importanza ecologica da essere stato dichiarato Reserva de la Biosfera, il che gli conferisce, almeno in teoria, un certo grado di tutela.

Tuttavia il disboscamento illegale, che interessa fino al 60% della riserva, ha severemante danneggiato l'habitat delle farfalle: è difficile cambiare le tradizioni e impedire agli allevatori locali di tagliare la preziosa legna, piantare granturco e portare il bestiame a pascolare sul terreno utilizzato dalle farfalle.

Alcune organizzazioni stanno tentando di dissuaderli da queste pratiche, offrendo alle comunità locali incentivi per proteggere le loro foreste.

Per ulteriori informazioni ed eventualmente dare il proprio contributo a questa causa si possono consultare i seguenti siti:

http://www.michoacanmonarchs.org/

http://www.wwf.org.mx/wwfmex/esp_mm.php