domenica 25 ottobre 2009

Dias de lluvias

Un ricordo, in modo particolare, riaffiora ogni volta che
penso a come sia cominciato il coinvolgimento vero,
l’inizio di una vaga intuizione, divenuta poi
consapevolezza che nulla sarebbe più stato come prima.
E’ un immagine curiosa nella sua banalità, la semplice
attesa davanti alla macchina con l’ennesima rogna al
motore, standosene sotto una tettoia di zinco su cui batteva
una pioggia fine. Il meccanico la guardava senza dire
niente, e ogni tanto sbirciava me, con un mezzo sorriso
indecifrabile. La pioggia era sola una scusa. A nessuno, li,
importava nulla di bagnarsi, faceva abbastanza caldo da
infradiciarsi comunque per l’umidità, e starsene sotto
quella tettoia era soltanto una buona occasione per smettere
di fare le cose di sempre. L’uomo aveva un età
indefinibile, forse era molto più vecchio di quanto
apparisse, indossava una tuta di cui si era smarrita ogni
memoria dell’originario colore, e teneva le mani in tasca
senza decidersi a fare quel che io speravo: dire cosa
secondo lui avesse il motore e quanto tempo ci sarebbe
voluto per rimetterlo in sesto.[ ] Lui continuava a non dire
niente, e la pioggia a battere sulla lamiera di zinco.
La strana sensazione che avvertivo l’avrei afferrata molto
più tardi: stavo perdendo la fretta, l’ansia dei ritmi
che mi ero portato appresso cominciava a sfaldarsi, e il
sintomo impalpabile era quel semplice ascoltare la pioggia e
smettere di chiedere al meccanico quanto tempo ci sarebbe
voluto.
Il mio tempo non era il tempo della realtà che mi
circondava.
Fino a quel momento lo avevo speso male, illudendomi di
vedere più cose andando più in fretta.
A un certo punto, mi ha detto: "credo che pioverà anche
domani”. Alla mia espressione vagamente contrariata,
l’uomo aveva sorriso scuotendo la testa. Sapeva che non
potevo capire, ma che era il momento giusto per cominciare a
provarci. Cosi, stando fermi, ad ascoltare la pioggia.

Pino Cacucci 

2 commenti:

  1. A me piace un sacco camminare quando nevica, fermarmi e sentire il rumore ovattato della neve che scende. La neve fa un rumore inconfondibile, bellissimo, anzi, chissà quanti tipi di rumore diversi fa per gli Inuit, che se non sbaglio hanno ben 13 parole diverse per ciascun tipo di neve.
    Quando nevica mi passano tutte le smanie e mi godo l'evento.

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  2. Anche a me piace camminare sentendo il caratteristico scricchiolio della neve sotto i piedi.
    Purtroppo difficile provare una cosa del genere qui in Messico :)

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