venerdì 16 ottobre 2009

A piedi nudi


La consapevolezza del momento, l'essere presente nel singolo istante, agire in questo preciso momento.
Essere presenti nel qui ora è lo strumento che ci permette di vivere nella piena espressione delle nostre possibilità. Parlare di qui e ora è diverso da sperimentarlo.

La corsa è uno degli innumerevoli modi di questa vita per metterlo in pratica.

Correre, camminare, il muoversi in generale è un modo di agire ed è un modo di agire naturale.
Ascoltarci, ascoltare il nostro corpo, il battere del cuore, il nostro respiro, sentire i propri polmoni espandersi, sentire il corpo unirsi all'anima e all'universo intero queste sono fondamentalmente le sensazioni che dovrebbero appagarci e farci sentire in qualche modo in armonia con noi stessi e con tutto ciò che ci circonda, estensione quest'ultima della nostro essere.

Ne ho già parlato diverse volte in questo blog del perchè l'uomo sia strutturalmente fatto così e della nostra predisposizione del movimento che abbiamo nei nostri geni ormai assopiti.
In passato ho parlato anche dei Tarahumara che fanno della corsa il loro modo di vivere per spostarsi tra le zone impervie in cui vivono.
Molti corridori Tarahumara si possono considerare tra i migliori ultra maratoneti del mondo nonostante non facciano uso della tecnologia che abbiamo noi uomini moderni. Non conoscono cronografi, integratori alimentari ne tantomeno le nostre scarpe tecnologiche sempre più perfezionate. Corrono in completa libertà con appena ai loro piedi dei sandali chiamati Akaka.

Proprio in merito all'uso delle scarpe moderne che ho incominciato una ricerca sulla rete un pò particolare scoprendo così persone "moderne" che fanno del correre scalzo (barefoot) una virtù, vivendo in pieno il gesto, atavico e naturale, del movimento.

I piedi sono il perno dei nostri movimenti deambulatori.
Per migliaia di anni gli esseri umani hanno vissuto scalzi con una postura e un movimento naturale armonici alle proprie necessità. Con la scarpa si è persa questa disinvoltura.

immagine tratta da barefootted.com

La scarpa limita i movimenti del piede in particolar modo quelli delle dita facendo in modo che la muscolatura di queste si indebolisca. Questo particolare cambia completamente il corretto equilibrio di tutto il corpo, il cui baricentro si sposta in avanti, con effetti negativi sulle ossa dell'intero scheletro.

Con la scarpa si perdono le percezioni da parte dei meccanoricettori del piede, i quali devono identificare la distribuzione delle varie pressioni e di conseguenza non si riescono a dare le giuste informazioni al sistema nervoso che regola i muscoli del nostro corpo fondamentali per tenere una giusta postura e un giusto equilibrio.
La scarpa impedisce il normale e corretto movimento dei piedi, ne indebolisce la muscolatura, fa si che il carico non si distribuisca dinamicamente sull'intero piede ma che gravi rigidamente sul solo calcagno, e pertanto predispone a difetti posturali, può portare dolori alle ginocchia, alle anche, alla schiena o fasciti plantari. Quasi l'80% della popolazione occidentale presenta questi tipi di problemi semplicemente camminando.
La scarpa inoltre sopprime la sensibilità tattile del piede, che non percepisce più la qualità del terreno, e rende l'incedere meno sicuro, i piedi non assumono più la posizione ottimale, il passo diviene meno cauto con conseguenti contraccolpi sul corpo.
Al contrario, camminando o correndo scalzi, oltre ad esercitare correttamente la muscolatura del piede e favorire una distribuzione corretta dei carichi, si favorisce la traspirazione (la pianta del piede ha tra le più alte concentrazioni di ghiandole sudorifere di tutto il corpo), produce un massaggio riflessologico che stimola positivamente tutto l'organismo, favorisce la circolazione sanguigna degli arti inferiori e, di conseguenza, quella di tutto il corpo.

Per concludere i piedi nudi permettono di conoscere il mondo in una maniera più diretta e consapevole.

Essere consapevoli del fatto che la vita si svolge in questo istante, e viverlo intensamente è senza ombra di dubbio il miglior modo per poter essere partecipi in pieno come essere nella nostra esistenza. Essere parte del cerchio. Agire e non pensare. Se pensiamo troppo il momento è già passato. Porgiamo attenzione in ciò che facciamo...

Qual'è la prima cosa che succede quando si tolgono le scarpe?
Si incomincia a prestare attenzione!
Mick "The Barefoot Sensei" Dodge

4 commenti:

  1. Sì ma alla fine, tu, corri a piedi nudi o no?

    :-)

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  2. Ho già corso a piedi nudi in passato ignaro dei benefici che ho elencato.
    In questi giorni le ricerche che ho fatto mi hanno molto entusiasmato e voglio riprovare a correre a piedi nudi... spine permettendo considerando il terreno semi arido in cui mi trovo.
    Altrimenti... un paio di huaraches akaka o queste curiosissime Fivefingers!
    Mi farebbero correre in maniera più naturale e con maggiore sensibilità rispetto alle tradizionali scarpe da running.
    Certamente non sarà mai come correre a piedi nudi...

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  3. Uno dovrebbe stare a piedi nudi sempre, se no non si sviluppano i calli necessari a fregarsene delle spine...
    Penso sia una buona idea quella dei huaraches autoctoni!

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  4. Mi farò il callo a huevo! :D

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