lunedì 15 marzo 2010

Born to Run


"So simple ... just move your legs.
Because if you don't think you were born to run,
you're not only denying history,
you're denying who you are."

Dennis Bramble

Divertente, stimolante, ancestrale, grandioso!

Pubblicato nel 2009, questo best seller americano è un libro incentrato sull'atto della corsa, movimento che anticamente ha permesso all'uomo di diventare un perfetto corridore sulle lunghe distanze per stancare e raggiungere le sue prede (approfondimento in merito).

Born to run, nati per correre. Il nostro corpo è nato per correre. Il senso del movimento.
A ricordarcelo la nostra anatomia, la nostra biomeccanica ed alcune culture come quelle dei Raramuri (quelli con i piedi leggeri) che nel Copper Canyon ancora oggi, per sopravvivere in un ambiente aspro e selvaggio, corrono centinaia di chilometri indossando solamente un paio di sandali.

Il libro è la storia dei Tarahumara ma anche la storia dell'uomo e dello stesso autore, Christopher McDougall, un giornalista corrispondente della Associated Press ed editore della Men's Health.

Christopher non riusciva a correre per le sue lesioni.
Fino all'incontro di Caballo Blanco un ultrarunner che da anni vive tra il Colorado e il Messico nella sierra Tarahumara compartendo la sua vita con i Raramuri.

Da qui la riscoperta del gesto naturale della corsa e del corpo umano.
Siamo nati scalzi e non abbiamo bisogno di un paio di scarpe superammortizzanti con controllo del movimento, protezioni, pronazioni, supinazioni, chip integrati, etc etc.
The best shoes are the worst, le scarpe migliori sono le peggiori.
Il corpo umano è stato disegnato per correre senza scarpe.
Una scarpa protetta offre appoggi e propulsioni completamente innaturali rispetto alla struttura dei nostri piedi. Sollecita l'uso del tallone e delle ginocchia con maggior forza aumentando i rischi di infortuni.
L'arco del piede è una rete ad alta resistenza composta da 26 ossa, 33 articolazioni, 12 tendini elastici e da 18 estendibili muscoli.
Mettere i piedi nelle scarpe è simile a metterli in un calco di gesso.
Nelle scarpe i tendini dei muscoli si irrigidiscono, si avvizziscono e non offrono il naturale movimento.
Il piede perde quel tatto che ci unisce alla madre terra.
Si perde l'attimo, si perde l'attenzione del momento, si perde la percezione.
Christopher raccoglie informazioni da preparatori atletici, atleti, studiosi e dottori scoprendo un mondo della corsa ormai perso nel tempo.
Riesce, provando su se stesso, a risolvere i problemi fisici e poter correre libero.

Nel libro gli aneddotti divertenti si intrecciano con le storie di molti personaggi tra i quali il già citato Caballo Blanco, Barefoot Ted, Jenn Shelton, Billy “Bonehead” Barnett, Scott Jurek, Ann Trason, Luis Escobar, Joe Vigil, Eric Orton, Arnulfo Quimare, Manuel Luna...


Un libro intrigante, scorrevole, dedicato ai Tarahumara, agli ultrarunners ma anche alle persone che hanno semplicemente voglia di correre in mezzo alla natura in modo spontaneo.

Conferenza dell'autore Christopher McDougall

Il libro penso che non sia stato ancora tradotto e pubblicato in italia.

È reperibile in inglese su amazon.com:



Caballo Blanco organizza ogni anno la Copper Canyon Ultra Marathon per aiutare le famiglie Tarahumara. È inoltre portavoce dell'organizzazione no-profit Noraway de Rarámuri- Amigos de Tarahumara che sostiene la cultura di questo straordinario popolo della Sierra Messicana del Cobre.


"Il miglior corridore non lascia tracce"
Tao Te Ching

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