Passa ai contenuti principali

Da Bernal a Juriquilla

Una delle sfide più intriganti di questo 2012 è stato raggiungere casa mia partendo da Bernal in bici di montagna. 90 km di emozioni iniziate una fresca mattina di questo dicembre insieme a Edgar, Raquel e Memo.


L'inizio è stato impegnativo in quanto si è presentata davanti a noi immediatamente la salita che da Bernal ci conduceva sulla cima della montagne del Picacho. Un salita faticosa e molto tecnica per via delle pietre che in salita ostacolavano le nostre pedalate.


Alcuni tratti li abbiamo dovuti affrontare camminando e spingendo le nostre bici fino a quando quasi alla cima il cammino è diventato ciclabile. Arrivati sulla cime del Picacho si poteva aprezzare un panorama molto vasto.



Da un parte la montagna della Mojonera che presto avremo percorso per continuare il nostro tragitto e la provincia di Toliman dall'altra parte la provincia di Colon e la Peña che ci ha accompagnato con la sua vista fino a questo punto. Il nostro cammino per raggiungere un piccolo santuario dedicato alla Madonna di Fatima è pieno di imprevisti giacchè in alcuni punti il percorso non è ben definito. Desviamo per un breve tratto per poi riprendere il giusto cammino che ci condurra alla discesa del fronte opposto della montagna che arriva proprio di fronte al santuario.



Un piccolo ristoro ci ricarica le energie consumate in questa bellissimo tragitto. Il cammino è ancora lungo. Dobbiamo raggiugnere il paese di Colon. Discendiamo questa volta con più facilità passando davanti al meridiano Ovest 100º00'00'' dove una enorme pianta agave segna simbolicamente il suo passaggio.


Arriviamo a Colon e attraversando il centro ci dirigiamo al Soriano dove una imponente cattedrale ci riceve.



Qui ci separiamo da Memo che, per problemi di tempo, non può finire il tragitto. A noi 3 ci aspetta un'altra salita: quella della montagna del Moro. Una salita completamente acciotolata, faticosa per questo ma con bellissimi panorami sulle vallate circostanti che ancora non conoscevo.



Da qui scendiamo verso Peña Colorado dove facciamo scorte di acqua per poter continuare.


Un cammino fluido e veloce in mezzo ai campi ci conduce fino alla desviazione per La Griega.



Il tragitto a questo punto è veloce e le vicinanzecon la città di Querétaro incominciano a farsi sentire. Lo si nota dai trami di asfalto che sono più frequenti. La Purissima, Rancho Quemado e finalmente El Refugio dove assistiamo a un bellissimo tramonto. Manca poco per arrivare a casa. Ormai la luce del sole non c'e' più e gli ultimi km li facciamo con le luci accese fino ad arrivare a Juriquilla e terminare questa intensa giornata nei migliori dei modi con un'altra pedalata memorabile. Una esperienza piena di emozioni fatte di immagini e fatica.

Commenti

  1. No sabes como me siento cuando veo esas fotos paisano.
    Dan ganas de huir de este país.

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

I problemi più duri del nostro Pianeta

Tre sarebbero le cause che maggiormente mettono in pericolo la vita sul nostro pianeta: il riscaldamento climatico, il progressivo aumento delle specie in via d’estinzione e la rapida crescita della popolazione. Ad affermarlo è l'ultimo allarmante studio presentato lo scorso 25 di Ottobre dalle United Nations Environment Programme (Unep), l'organismo delle Nazione Unite che ha sede a Nairobi e che si occupa della tutela ambientale.


Le attività umane ormai condizionano fortemente il clima della Terra e gli ecosistemi. Consumiamo più di quello che produciamo. La situazione si aggraverebbe ancora di più se la popolazione umana raggiungerà gli 8 miliardi di abitanti nel 2050. Negli ultimi venti anni, la popolazione mondiale infatti è aumentata di 1,7 miliardi di persone, passando da 5 a 6,7 miliardi di abitanti. La popolazione umana adesso è così numerosa che l'ammontare delle risorse di cui ha bisogna per sopravvivere è superiore a quelle che la Terra riesce a produrre. Consum…

La Catrina

Di tutti i personaggi che la cultura messicana contempla tra i più rappresentativi, se ne distingue uno molto caratteristico in questo mese che accompagnano i festeggiamenti di questa nazione in onore ai morti.

Il suo nome è Catrina, vestita con abiti eleganti e sgargianti cappelli. Le piace giocare con la vita e in un certo modo è sempre presente nelle feste dove i morti ritornano alla vita.

Questa elegante signora in ossa è la rappresentazione di una classe privilegiata che dominò in Messico tra la fine del XIXº e il principio del XXº secolo, durante la dittatura di Porfirio Díaz.


Il nome Catrina proviene dalla parola "Catrin", sinonimo di elegante, distinto, ben vestito, fino, sfisticato e altri aggettivi con i quali il popolo denominava la classe privilegiata di questa epoca.

Nel pomeriggio, infatti, le signore di alta società passeggiavano nel Paseo de Alameda di Citta del Messico, sempre molto eleganti, con cappello ed un ombrello.
La catrina è la compagna del Catrin e …

Adobe: il materiale di costruzione del passato e del futuro

Adobe è un impasto di argilla e sabbia essiccata al sole usato nella costruzione.

Dà circa 9000 anni si usa questa tecnica in diverse parti del mondo. Nel Turkistan si incontrano casa di adobe datate 8000-6000 anni a.c.
Parte del tempio di Ramses II in Egitto fù costruito con mattoni di adobe 3200 anni fà. La piramide del sole di Teotihuacan ha un nucleo di 2 milioni di tonnellate di adobe. La città di Shibam nello Yemen, sfida qualsiasi pregiudizio che esiste contro la costruzione in adobe, con le sue case che possono arrivare fino agli 8 piani con una altezza di quasi 30 metri.Attualmente un terzo della popolazione vive in casa di adobe per mancanza di risorse per poter costruire con altri materiali.

Dall'altra parte, nei paesi industrializzati, si è incominciato a considerare questa tecnica per poter costruire strutture naturali ed ecologiche. Sempre più persone accettano l'idea di costruire la propria casa in adobe e con materiali naturali per i molteplici benefici che offre: …