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Rarámuris... quelli con i piedi leggeri

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I Tarahumaras o Rarámuris il cui significato è piedi leggeri o corridori a piedi (da rara =piede e muri =correre), sono un popolo indigeno che abita nelle montagne della Sierra Madre occidentale, nello stato Messicano di Chihuahua. [1] L'estensione totale che occupa questo vasto territorio è di circa 60.000 chilomentri quadrati, un quinto dell'estensione territoriale dell'Italia. Una zona impervia, di difficile accesso caratterizzata da una serie di canyon impressionanti con dislivelli che possono variare dai 1500 ai 2400 metri sul livello del mare. Durante l'inverno, nella parte alta della sierra, si registrano abbondanti nevicate con temperature che possono scendere fino ai 20 gradi sotto zero. In contrasto, dentro i canyon, il clima è tropicale con temperature che possono arrivare fino ai 50 gradi nei mesi più caldi. La popolazione dei Tarahumaras oscilla tra i 15.000 e 65.000 individui. Uno dei più recenti e confidabili censimenti parla di approssimativamente 4...

Faber

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"Io mi ritengo religioso e la mia religiosità consiste nel sentirmi parte di un tutto, anello di una catena che comprende tutto il creato e quindi nel rispettare tutti gli elementi, piante e minerali compresi, perchè, secondo me, l'equilibrio è dato proprio dal benessere diffuso in ciò che ci circonda. La mia religiosità non arriva a ricercare il principio, che tu voglia chiamarlo creatore, regolatore o caos non fa differenza. Però penso che tutto quello che abbiamo intorno abbia una sua logica e questo è un pensiero al quale mi rivolgo quando sono in difficoltà, magari dandogli i nomi che ho imparato da bambino, forse perchè mi manca la fantasia per cercarne altri"* Fabrizio De André (Genova, 18 febbraio 1940 – Milano, 11 gennaio 1999) * da" Cantico per i diversi", intervista a cura di Roberto Cappelli, "Mucchio Selvaggio", settembre 1992

Siempre hay algo más que a simple vista no se ve

La cosa che mi piace di più quando faccio esercizio fisico è la spiritualità nel realizzarlo in un ambiente naturale. Allo stare all'aria aperta sono capace di connettermi con l'ambiente in maniera molto più spontanea e facile. Riesco a stabilire una comunicazione con il mio essere, riesco ad ascoltare il mio corpo e le mie emozioni in modo molto più chiaro, riconoscendo i propi limiti e la propria verità ma sopratutto riesco a connettermi con tutto quello che mi circonda. Credo moltissimo negli elementi: il mare ha la sua forza, il vento un'altra, così come le montagne e i fiumi. Ed è bellissimo saperli distinguere ed assimilarli in quello scambio incessante di interdipendenze. La vita ci insegna tante cose. Sempre c'e' qualcosa che a una prima semplice occhiata non si riesce a vedere. L'altro giorno ho ascoltato per telefono un mio caro amico che ha partecipato alla maratona di New York lo scorso novembre. Mi ha detto, con una emozione ancora molto viva, che ...

Per chi pensa sia solamente una cosa del passato...

"Il documentario “ Unrepentant: Kevin Annett and Canada’s Genocide ” descrive la storia personale di Kevin Annett quando, nelle veste di reverendo, si è scontrato con la Chiesa Unita per il suo interessamento ai fatti accaduti nelle scuole residenziali canadesi e il genocidio commesso dai responsabili religiosi di queste scuole, dove centinaia di migliaia di bambini Nativi sono stati rinchiusi, dopo essere stati rapiti alle famiglie, e costretti a parlare solo inglese, a dimenticare la propria cultura e a professare la religione cristiana. Qui hanno subito violenze fisiche e sessuali, elettroshock, sterilizzazioni e, in molti casi, la morte. Il film ha ricevuto numerosi premi, al New York Independent Film and Video Festival nel 2006 e come miglior documentario al Los Angeles Independent Film Festival nel marzo 2007. Questa versione sottotitolata in italiano è frutto di un lavoro di numerose persone, in primo luogo Kevin Annett, Nativi Americani.it, Stefania Pontone, Cris...

Migrazioni Dicembrine

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Messico è un paese con molte ricchezze e con una delle biodiversità più grandi del mondo. Questo si deve soprattutto alla sua posizione geografica la quale favorisce una serie di habitats che permettono di fare proliferare varie forme di vita. Per questo motivo nelle acque Messicane si possono incontrare gruppi temporali o permanenti di 39 specie di cetacei. Tra questi gruppi ovviamente c'e' la balena. Delle 11 specie presenti su questo pianeta, 8 si possono trovare qui in Messico: la Balena Azzurra , la Balena Grigia , la Megattera qui chiamata "Ballena Jorobada", la Balenottera Comune , la Balenottera di Eden , la Balenottera Boreale , la Balenottera Rostrata e la Balena Franca Nordatlantica . Queste balene si trovano in varie zone del Messico ma la loro massima concentrazione si trova nella zona del Golfo della California, in alcune baie con acque ricche di Krill, il loro cibo preferito. Ma anche baie dove le acque profonde aiutano le madri nei loro movimen...

La Catrina

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Di tutti i personaggi che la cultura messicana contempla tra i più rappresentativi, se ne distingue uno molto caratteristico in questo mese che accompagnano i festeggiamenti di questa nazione in onore ai morti. Il suo nome è Catrina, vestita con abiti eleganti e sgargianti cappelli. Le piace giocare con la vita e in un certo modo è sempre presente nelle feste dove i morti ritornano alla vita. Questa elegante signora in ossa è la rappresentazione di una classe privilegiata che dominò in Messico tra la fine del XIXº e il principio del XXº secolo, durante la dittatura di Porfirio Díaz . Il nome Catrina proviene dalla parola "Catrin", sinonimo di elegante, distinto, ben vestito, fino, sfisticato e altri aggettivi con i quali il popolo denominava la classe privilegiata di questa epoca. Nel pomeriggio, infatti, le signore di alta società passeggiavano nel Paseo de Alameda di Citta del Messico, sempre molto eleganti, con cappello ed un ombrello. La catrina è la compagna de...

La Mariposa Monarca

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Questa mattina i lucernai della mia casa proiettavano sulle pareti e il pavimento strane piccole ombre in movimento. Con curiosità mi sono affacciato dalla finestra. Con stupore mi accorgo che sono farfalle. Centinaia di farfalle che viaggiano in direzione sud. Sono le farfalle Monarca . Le riconosco dai colori caratteristici delle loro ali. Che emozione vederle passare. Silenziose, instancabili, enigmatiche. Arrivano dalla regione dei Grandi Laghi degli Stati Uniti e del Canada, dove ogni estate nascono quattro generazioni di farfalle monarca. Di queste la quarta, che a prima vista assomiglia alle precedenti, è speciale. L'istinto gli ordina di non accoppiarsi ma di accomulare energia alimentandosi di nettare. Questa generazione vive almeno 8 volte in più rispetto a quella precedente. In questo modo potranno completare la migrazione più lunga compiuta su questo pianeta da un insetto. Valendosi anche dell'aiuto del vento, possono percorrere almeno 120 km al giorno. Scapp...