Come la tecnologia può aiutare a riportare le persone in contatto con la natura.
Mentre originariamente gli uomini vivevano completamente immersi nella natura e godevano di un'esperienza molto diretta della realtà, le persone che vivono attualmente in città sono sempre più alienate dalla natura. Oggi la maggior parte delle persone vive in città circondata da un ambiente urbano artificiale. La televisione, i computer ed internet ci danno accesso a un'enorme quantità di informazioni. Tutta questa tecnologia usata in maniera errata può però alienare le persone dalla natura. La percezione della natura è limitata alle prospettive offerte dai media. I bambini che crescono nelle città trascorrono meno tempo giocando all'aperto e più tempo al chiuso guardando la TV, giocando al computer e interagendo con le persone attraverso i social network a disposizione su internet. Ciò ha sollevato la preoccupazione che i bambini possano soffrire di "Disturbo da deficit di natura" (Louv, 2005).
"Newton, quando era giovane, riproduceva modellini di mulini a vento e orologi, che rappresentavano l'alta tecnologia del suo tempo. Darwin raccolse fossili e scarafaggi. Einstein era affascinato dai motori elettrici e dalle dinamo nella fabbrica di suo padre" (Rees, 2011). Oggi, i gadget che i giovani usano quotidianamente, come gli smartphone, sono meravigliosi oggetti che sono indistinguibili. Sembrano usciti tutti dallo stesso cilindro magico. Anche se li fai a pezzi si troveranno pochi indizi sui loro arcani meccanismi miniaturizzati e non puoi rimetterli di nuovo insieme. Ora c'è, per la prima volta, un enorme divario tra i manufatti della nostra vita quotidiana e ciò che un singolo esperto può comprendere e realizzare.
Estremizzando, proviamo ad immaginare un bambino che cresce in una stazione spaziale immersa in un ambiente completamente artificiale. Il bambino può avere pieno accesso a qualsiasi tipo di dati tramite Internet. In questo modo il bambino apprende informazioni riguardanti il pianeta terra per mezzo di documentari sulla natura, di programmi scientifici e di materiale prelevato dalle istituzioni accademiche virtuali. Allo stesso tempo, il bambino avrebbe anche pieno accesso a giochi per computer, fiction e film. Nonostante queste prerogative, il bambino non avrebbe una esperienza nel mondo reale com'è vivere concretamente sulla Terra. Senza esperienza nel mondo reale e senza osservazioni empiriche per distinguere ciò che è realtà o no, potrebbe essere impossibile per un bambino simile, quando raggiunge l'età adulta, distinguere la realtà dalla finzione. Molti bambini che crescono nelle città, che hanno pochissimi contatti diretti con il mondo naturale, potrebbero essere sulla buona strada per diventare ipotetici "bambini dello spazio", incapaci cioè di distinguere la realtà dalla finzione.
L'unico modo per ottenere una comprensione più realistica della natura è che le persone entrino nelle aree naturali e si mettano letteralmente in contatto con la natura. Paradossalmente, la tecnologia ci può dare una mano per riportare le persone a contatto con la natura stessa. Un gps, per esempio, può aiutare a chiunque ad orientarsi in mezzo alla natura e poter tracciare percorsi per poter conoscere luoghi. Applicazioni come iSpot, NatureMapping, BioKIDS e BioBlitz, aiutano a pubblicare foto di specie, creare sondaggi, raccogliere dati sulla biodiversità, favorendo in questo modo anche la comprensione concettuale della scienza e del ragionamento scientifico.
Per concludere, la tecnologia applicata in area naturali ci permette di raccogliere e visualizzare dati su internet aiutando in questo modo, a sviluppare la partecipazione interattiva a livello globale. In una epoca dove le società stanno diventando sempre più alienate dalla natura, la tecnologia può essere utilizzata per coinvolgere persone di tutte le età in una vasta gamma di interessi e culture e dare la possibilità di partecipare e contribuire a livello globale. La natura insieme alla tecnologia ci possono aiutare a capire chi siamo e dove viviamo per mezzo della esperienza, la intuizione e la creatività.
Riferimenti bibliografici
Louv, R. (2005). Last child in the woods: saving our children from nature deficit disorder. Chapel Hill, NC: Algonquin Books of Chapel Hill.
Rees, M. (2011). From Here to Infinity. Scientific Horizons. London: Profile Books.

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