La caccia di persistenza, il pensiero astratto, la scienza, il linguaggio e l'arte.


La caccia di persistenza o per sfinimento, è una tecnica di caccia in cui i cacciatori, che possono essere più lenti della loro preda su brevi distanze, usano una combinazione di corsa, camminata e localizzazione per inseguire la loro preda fino appunto allo sfinimento di quest'ultima dopo diverse ore di inseguimento. La caccia di persistenza è stata probabilmente una tra le prime forme di caccia dell'essere umano risalente a 2 milioni di anni fà, fino al suo lento declino marcato con l'arrivo dell'agricoltura, dell'allevamento e delle vaste aree urbane. In questo post non starò qui a spiegare le caratteristiche fisiche che noi umani abbiamo come corridori di resistenza e che ci permettono di poter cacciare in questo modo, ma piuttosto di come la caccia di persistenza abbia avuto un ruolo importante nell'origine della scienza, dell'arte e del linguaggio.

Uno dei punti chiave della caccia di persistenza è il "tracking" (tracciamento) che permette al cacciatore di comprendere il territorio e l'animale da rintracciare.

Con questa tecnica si è in grado di riconoscere e seguire gli animali attraverso le loro tracce, segni e sentieri che quest'ultimi lasciano con il loro passaggio. Tramite questi indizi un cacciatore esperto è in grado di discernere questi dati e ricreare ciò che è emerso sul paesaggio e fare previsioni riguardanti la preda. Il cacciatore può tentare di prevedere la posizione corrente dell'animale e della sua condizione.



Questa tecnica ci induce a pensare che il pensiero astratto (l'immaginare cose che non esistono nella attualità, al fine di essere in grado di comprendere la situazione che è sorta o l'intero fenomeno) sia stato sviluppato anche per mezzo di questo tipo di caccia che ci ha permesso di elaborare dati e sviluppare strumenti che ci hanno aiutato a svolgere questa attività primordiale per la sopravvivenza.


Il pensiero astratto rappresenta l'immaginazione, l'intuizione e la creatività che hanno permesso all'uomo di sviluppare concetti scientifici nella nostra vita anche se non presenti.


Una comprensione del comportamento animale consente al cacciatore di visualizzare ciò che l'animale potrebbe aver fatto al fine di creare ipotesi che spiegano i segni visibili e come sono collegati. I segni visibili sono quindi collegati da processi invisibili. Queste connessioni sono invenzioni dell'immaginazione. Sebbene queste ipotetiche connessioni non siano visibili, le conclusioni che possono essere dedotte da esse consentono al cacciatore di anticipare e prevedere le mosse della preda.


La scienza teorica è analoga al tracciamento che il cacciatore esegue, nel senso che le proprietà osservabili del mondo visibile possono essere considerate segni di strutture o processi invisibili. Faccio alcuni esempi: la forza di gravità (nella teoria di Newton), o il campo gravitazionale (nella teoria di Einstein), o più recentemente, il Bosone di Higgs, non possono essere effettivamente visti. La loro esistenza è indicata solo da effetti osservabili su corpi simili a quelli che una tale forza (o campo) avrebbe sugli organi. Le particelle nucleari non sono visibili. I fisici possono vedere solo segni, come "tracce di particelle", che corrispondono a quelli che sarebbero fatti da particelle ipotetiche.


Nel processo di rintracciamento di un animale, un inseguitore deve interpretare le tracce al fine di anticipare e prevedere dove trovare l'animale. Se l'anticipazione e la previsione delle tracce si basano semplicemente sull'esperienza precedente (ovvero sulla base di ragionamenti induttivi-deduttivi), non comporta la previsione di fatti nuovi. Ma quando un cacciatore si trova di fronte a una serie di tracce e segni che non possono essere spiegati in termini di esperienza precedente, deve essere creata una nuova ipotesi. In caso di successo, tale ipotesi può consentire al localizzatore di prevedere nuovi fatti sul comportamento dell'animale. Nel contesto del monitoraggio, il ragionamento ipotetico-deduttivo può consentire al cacciatore di acquisire nuove conoscenze. Sono gli stessi processi che uno scientifico applica nelle sue indagini ma anche riscontrabili nell'arte e nel linguaggio. 

L'evoluzione della scienza avrebbe richiesto l'evoluzione del linguaggio e dell'arte. Idee scientifiche complesse richiedono un linguaggio complesso. La narrazione e l'espressione artistica sarebbero stati importanti per ampliare le conoscenze scientifiche. Il simbolismo dell'arte rappresenta l'immaginazione e l'interpretazione che espressano ragionamenti induttivi-deduttivi.

La caccia di persistenza rappresenta una fase importante per lo sviluppo del nostro pensiero astratto. È affascinante vedere come il percorso dell'umanità si sia esteso durante questi 2 milioni di anni, osservando i progressi scientifici, artistici e tecnologici contemporanei.

Riferimento bibliografico

Liebenberg, L. (2013). The Origin of Science. CyberTracker.

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