venerdì 27 febbraio 2009

De regreso


Eccomi tornato dopo uno dei viaggi più belli della mia vita.
I miei sensi sono soddisfatti e pieni di immagini, luci, odori, sensazioni indelebili e difficili da spiegare.
Io e Perla abbiamo avvistato e toccato le giocherellone balene grige, camminato per deserti, fatto kayak, nuotato insieme ai leoni di mare, visto albe e tramonti indimenticabili, ammirato pitture rupestri, visitato paesi e oasi, fiumi e mari, vulcani ed isole.


Abbiamo fatto tante amicizie.
Girovagando dolcemente sue e giù tra l'Oceano Pacifico e il Mar de Cortez.
Abbiamo percorso un totale 2.385 km di strada in uno dei viaggi "on the road" più affascinanti di questo pianeta tra canyon, rocce, cactus, strade tortuose che nascondevano sempre qualcosa di straordinario.


12 giorni stupendi in pieno contatto con la natura e i suoi abitanti.

La gente della Baja California Sur è gente eccezionale che ci ha fatto sempre stare a nostro agio con il loro cariño.

Un ringraziamento con tutto il cuore alla meravigliosa penisola.

Un saluto particolare a Chico, Leslie, Fausto, Piero, Marco e Carlos compagni indimenticabili di viaggio incontrati durante il nostro cammino. Siete stati meravigliosi!

In questi giorni posterò l'itinerario dettagliato di tutto il nostro viaggio e qualche foto.
Intanto godetevi la BCS tramite questo filmato che ho fatto sopra la panga, l'imbarcazione tipica con cui si svolge il whale watching qui in Messico.



¡Hasta Pronto!

sabato 14 febbraio 2009

Baja California Sur

Playa Balandra

Siamo in partenza.

Destinazione, come da titolo, Baja California Sur, México.

Con la sua forma lunga e stretta, il contrasto tra l'azzurro turchese del mare e l'ecosistema unico del suo deserto vivente, la penisola della Baja California è una delle ultime frontiere per i veri amanti della natura.

In programma un itinerario che supera i 2000 km con la speranza anche di avvistare balene.

Approfitto per salutarvi... a presto!

mercoledì 11 febbraio 2009

Tra Reflex e Compatta...

...ho scelto la comodità di un'ibrida!

Sono rimasto titubante per circa un mese nel comprare una macchina fotografica digitale reflex (Nikon D90) e non nascondo che ero sul punto di acquistarla negli Stati Uniti.

Non sono un fotografo però sempre mi è piaciuto vedere l'abilità di una persona nel racchiudere in una fotografia storie ed emozioni.
Quello di possedere una reflex è un mio grande desiderio così come saper fotografare.
La reflex richiede un'inversione economica maggiore e, naturalmente, una basica preparazione per capire alcuni meccanismi, come ad esempio la regolazione dell'apertura dell'otturatore e quella del diaframma, che permettono di ottenere dei buoni scatti e dare sfogo alla propria creatività.

Gli obiettivi di una reflex, poi, danno la possibilità di fare scatti dettagliati in base alle loro caratteristiche.

Dimensione e peso secondo me sono i fattori "svantaggiosi" di una reflex che richiede un attenzione particolare specialmente quando si viaggia.
Questi "svantaggi" mi hanno trattenuto molto nel comprarla.
Fondamentalmente sono un tipo pratico...

Le macchine fotografiche compatte invece sono comode ma molto limitate.
Questi limiti disanimavano la mia voglia di comprarne una.

La mia scelta, con grande sorpresa, alla fine è ricaduta su di una Canon: la PowerShot G10.


Un'ottima macchina da 14.7 mega pixels, con un buon grandangolare da 5x (28 mm, f/2.8) e una lunghezza focale di 6,1 - 30,5 mm (equivalente a 28-140 mm in formato 35 mm).

Dà la possibilità di registrare foto, oltre che in formato jpg, anche in RAW.

Quello che mi ha colpito maggiormente sono le sue funzioni professionali come ad esempio le ghiere di compensazione dell'esposizione e impostazione ISO che non tutte le macchine fotografiche compatte hanno.
Ed è proprio per queste sue funzioni e per la sua versatilità che non riesco ancora ad etichetterla né come macchina compatta né come reflex.
Forse un crossover, un ibrido o un nuovo modo di concepire una compatta. Non lo so.

Posso dire che è una macchina molto pratica, con una buona impugnatura e soprattutto non ingombrante.

La sua risoluzione e le tonalità che si possono ottenere sono ottime.

Ha anche la possibilità di montare un teleobiettivo (196mm) acquistabile a parte... certamente mai paragonabile a quelli di una reflex.

La decisione finale è stata presa grazie ai consigli di Diana (bellissimi i suoi scatti piovosi della sua PowerShot A720 fatti a Pompei caratterizzati da un'atmosfera irreale) e a quelli della mia amica italo-americana Susy, anche lei fedele fotografa Canon.
Susy è stata decisiva, mi ha fatto totalmente cambiare idea riguardo l'acquisto di una reflex facendomi vedere il sito di questo ragazzo che, con la Canon G9 (modello anteriore della G10), è riuscito a fare scatti di paesaggi davvero suggestivi.

Un grazie di cuore quindi và a queste persone ;)

Sono molto soddisfatto per avere trovato questo compromesso tra reflex e compatta tramite la Canon G10.

Mi piacciono molto i paesaggi e da quello che ho visto è più che sufficente come fotocamera.

Una buona macchina fotografica aiuta molto ma alla fine quello che conta è l'occhio creativo del fotografo.

Ora vediamo cosa sono capace di fare...

sabato 7 febbraio 2009

Le voci di un paese


Messico è il secondo paese con maggiore numero di lingue parlate nel mondo.
Minacciate dalla cosidetta globalizzazione queste lingue rappresentano anche un modo per capire meglio la varietà di culture di cui è composto questo paese.
A partire dall'anno 2000 l'Instituto Nacional de Lenguas Indigenas cominciò un censimento e una categorizzazione delle lingue parlate attualmente in Messico.
Un lavoro molto difficile e complesso considerando il territorio e le vastità di culture e per questo motivo ancora non completo.

Nel 2007 sono stati censiti 68 gruppi linguistici:

Akateko Amuzgo Awakateko Ayapaneco Cora
Cucapá Cuicateco Chatino Chichimeco jonaz Chinanteco
Chocholteco Chontal de Oaxaca Chontal de Tabasco Chuj Ch'ol
Guarijío Huasteco Huave Huichol Ixcateco
Ixil Jakalteko Kaqchikel Kickapoo Kiliwa
Kumiai ku'ahl K'iche' Lacandón Mam
Matlatzinca Maya Mayo Mazahua Mazateco
Mixe Mixteco Náhuatl Oluteco Otomí
Paipai Pame Pápago Pima Popoloca
Popoluca de la Sierra Qato'k Q'anjob'al Q'eqchí ' Sayulteco
Seri Tarahumara Tarasco Teko Tepehua
Tepehuano del norte Tepehuano del sur Texistepequeño Tlahuica Tlapaneco
Tojolabal Totonaco Triqui Tseltal Tsotsil
Yaqui Zapoteco Zoque

Cliccando su di una lingua vengono visualizzate le diversità del gruppo linguistico.
Il Zapoteco ad esempio raggruppa più di 60 varianti

Le seguenti sono le 5 lingue con maggiore pericolo d'estinzione con le persone rimaste a parlarne:
  1. Kiliwa (55 persone)
  2. Cochimí (96 persone)
  3. Ixil (108 persone)
  4. Kickapoo (144 persone)
  5. Kumiai (185 persone)
Queste invece sono le 5 più diffuse:
  1. Náhuatl (1.659.029 persone)
  2. Maya (892.723 persone)
  3. Mixteco (510.801 persone)
  4. Zapoteco ( 505.992 persone)
  5. Tsotsil (356.349 persone)

Qui nello stato di Queretaro tra le comunità indigene si parlano principalmente 3 lingue: Otomí, Pame e Huasteco.
Con le trascorse migrazioni si possono però anche trovare gruppi di lingua Purépecha, Mazateco, Triqui e perfino il Maya.

Se siete curiosi di ascoltare la pronuncia di alcune lingue, in questa pagina ne potete trovare 25 delle 68 parlate in Messico.
Ognuna dá una spiegazione orale riguardante la Ley General de Derechos Lingüísticos de los Pueblos Indígenas (legge generale dei diritti linguistici dei popoli indigeni).
Una legge che cerca di preservare un patrimonio sempre più a rischio.

giovedì 5 febbraio 2009

Nel cuore della foresta

Un libro che desidero leggere:



"Il viaggiatore e l’albero sono i simboli permanenti di due condizioni opposte: andare e stare; muoversi e mettere radici. Ma lo scrittore ecologista Roger Deakin ha saputo combinarli in un libro affascinante e insolito: un viaggio attraverso gli alberi e nel «quinto elemento », il legno.

Una celebrazione della magica capacità di trasformazione degli alberi, condotta attraverso l'esplorazione di quello che l'Autore definisce il 'quinto elemento', il legno, così come si presenta nella natura, nell'arte, nella nostra cultura e nelle nostre vite. Partendo dall'albero di noce della sua fattoria nel Suffolk, Roger Deakin viaggia attraverso la Gran Bretagna, l'Europa, l'Asia Centrale e l'Australia alla ricerca di ciò che si cela dietro i
l nostro profondo e antico rapporto con gli alberi e i boschi. In questo viaggio incontra ogni tipo di abitante delle foreste - umano, animale, vegetale e persino mitico - vive in tende, carri e capanne, cammina alla ricerca del melo selvatico fra le foreste del Kazakistan, del noce in quelle del Kirghizistan, nuota nei boschi dell'Haut-Languedoc, e cerca le bacche selvatiche con gli aborigeni nell'outback australiano. Al tempo stesso autobiografia, libro di storia, narrazione di viaggio e saggio di scienze naturali, Nel cuore della foresta è una profonda e intima evocazione dello Spirito degli alberi, attraversata da una vena narrativa e lirica assolutamente unica nel suo genere. Una poesia che nasce dall'osservazione esatta, quasi scientifica, eppure radicata in un rapporto con la terra al di fuori del tempo; preistoria, medioevo, romanticismo e modernità si mescolano nella ripetitività di gesti e rituali antichi, legati ai cicli delle stagioni e al richiamo della natura. Un libro commovente e straordinario, inimitabile nella sua brulicante vita segreta, proprio come una pianta, un albero o un bosco."

"Una cultura non è superiore
ai suoi boschi"

Wystan Hugh Auden